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Presentazione dello spettacolo Frammenti di uno Specchio
July 02, 2009 07:22 AM PDT

Francesca - Chiudo gli Occhi
June 30, 2009 09:34 AM PDT
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Ancora un pezzo di Marino letto dalla profonda e sensuale voce di Francesca

Immagine tratta da
http://digilander.libero.it/gelsomina_a_volte/occhi%20chiusi.jpg

Amore e Follia
June 29, 2009 07:49 AM PDT

Francesca - Cielo e Terra
June 28, 2009 07:09 AM PDT
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Francesca legge Marino

Foto tratta da Scrimax

Sara - Segreti e sogni
June 26, 2009 12:19 PM PDT
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Mai come questa volta ognuno ha voluto dir la propria...

Celeste - Segreti e Sogni
June 26, 2009 12:18 PM PDT
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Ecco adesso Celeste che interpreta il testo di Friminini

Ezio - Segreti e sogni
June 25, 2009 02:34 PM PDT
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Nuova voce maschile, nuova emozione.

Claudio - Segreti e sogni
June 25, 2009 02:26 PM PDT
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Esordiente, con questa lettura dona un'altra interpretazione del pezzo di Friminini.

Masaniello - Segreti e Sogni
June 25, 2009 12:03 PM PDT
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Particolare anche questo contributo fornito da Masaniello.

Giuseppe - Segreti e Sogni
June 25, 2009 10:40 AM PDT
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Ed ecco il primo uomo cimentarsi nella stessa lettura

Asia -Segreti e Sogni
June 25, 2009 10:32 AM PDT
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Dalla voce di Asia una nuova interpretazione

Francesca - Segreti e Sogni
June 25, 2009 10:05 AM PDT
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Francesca interpreta il brano di Friminini

Sophie - Segreti e sogni
June 24, 2009 05:27 AM PDT
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di Friminini
http://spazio.libero.it/friminini/

Musica: Enya
On my way home

Immagine tratta da:
http://lopinsjk.wordpress.com

Asia - Attesa
June 21, 2009 12:20 AM PDT
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di Giorgio Bevilacqua

Musica: Metallica Nothing Else Matter

Immagine tratta da:
http://fabianperez.com

Francesca - Gracile e spinosa
June 13, 2009 12:36 AM PDT
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monologo teatrale
tratto da:
Uomo il verme trionfante
di Antonio Ghironi

Musica: repertorio vario

Immagine tratta da:
http://salamelik.blogspot.com

Masaniello - 'O terremoto
June 06, 2009 10:29 PM PDT
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di Massenzio Caravita

Musica: Dona
scritta e suonata da
Masaniello il Làzzaro

Immagine tratta da:
http://www.ilpuntoamezzogiorno.it

Paolo - Messina
May 09, 2009 09:45 AM PDT
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di Umberto Saba

Musica:
dalla colonna sonora di 'PadrePio'
di Ennio Morricone

Immagine tratta da:
http://farapoesia.blogspot.com

LionKing - La partita di Shay
May 01, 2009 11:15 AM PDT
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La partita della vita.

Storia diffusa in internet nel 2009

Musica da I Surrender, cantata da Celine Dion

Immagine tratta da:
http://www.ilponente.com

Asia - Celestino e Marinella
April 24, 2009 10:08 PM PDT
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di Asia1958

Musica:
Claudio Colombo
Prélude Les collines d'Anacapri
di Claude Debussy

Immagine rielaborata da
Masaniello il Làzzaro
tratta da:

http://www.liceomedi.com

Antenore - Dedicata a te
April 23, 2009 10:22 PM PDT
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di Giorgio Bevilacqua

Musica: Einaudi Le onde





Immagine tratta da:
http://www.ilportaledegliartisti.it

Giuseppe Motta
Girasoli in tempesta

LionKing - Nulla è come sembra...
April 22, 2009 11:42 PM PDT
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di Sonia Mantovani

Immagine tratta da:
http://riomarin.wordpress.com

Asia - Il volo
April 21, 2009 09:16 PM PDT
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di Giorgio Bevilacqua



Musica:
Sara Brightman La califfa

Immagine tratta da:
http://www.canonclubitalia.com

Paolo - Per una ragione, per una stagione o tutta la vita
April 06, 2009 09:49 PM PDT
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A Reason, A Season,
and A Lifetime

di Brian A. "Drew" Chalker

Musica: Sting Fields Of Gold

Immagine tratta da:
http://www.psicosociodramma.it

Masaniello - Sogni
April 04, 2009 03:45 AM PDT
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di Peter O’Connor
da "Ali sull’oceano"
dal blog
http://blog.libero.it/AmiciziaAmore

Musica:
Oscar Aleman
Stardust

Immagine tratta
dallo stesso blog

C - Donne single per scelta
April 02, 2009 10:14 PM PDT
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Questo brano è tratto dal blog di
Hartefiti

http://blog.libero.it/single67/view.php?nocache=1238735420&ssonc=1426690647

Immagine tratta da:
www.unamamma.it

Paolo - Se ci addormentiamo
March 29, 2009 10:36 PM PDT
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Poesia Afgana di
Mevlana Jalaluddin Rumi
tratta dal romanzo e film
Il cacciatore di aquiloni

Musica: Einaudi Eni 30 percento

Immagine tratta da:
http://www.goreme.com

Masaniello - Uomini single per scelta
March 28, 2009 03:51 AM PDT
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da http://blog.libero.it/single67/
un blog di Harthefiti

Musica: Bobby McFerrin Thinkin' About Your Body

Immagine tratta da:
http://www.criminologia.it

C - Primavera
March 23, 2009 01:01 AM PDT
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Come Cleo vorrei che mi apparissi ,
Come Zefiro accarezzerei i tuoi capelli,
il viso, la tua figura tutta.
Esplorando il tuo corpo mi insinuerei
in ogni dove e dei tuoi umori mi
disseterei.
Ecco come ti sogno, una ninfa in un
letto di fiori che del suo odore
m'inebria.

di anonimo

Musica:
Pachelbel: Canone in D major
(Arpa & chitarra)

Immagine:
Primavera di Botticelli

Celeste - Se tu fossi
February 25, 2009 11:38 PM PST
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di Nicol_61
http://spazio.libero.it/Nicol_61/

Musica: Enrico Ruggeri - Il Mare d'Inverno

Immagine tratta da:
http://roby4061.splinder.com

Gattu russu
February 12, 2009 09:52 PM PST
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Testo e musica: Giosuè Masciari

South Tirrenian Hot Club at Gino's American Bar, Tortora Marina, 2 gennaio 2009

Immagine tratta da:
http://max1957.wordpress.com/

Con l'augurio che la qualità audio non sminuisca la freschezza di un'esecuzione dal vivo nella serata di debutto di un sestetto d'eccezione:

Giosuè: voce e chitarra classica
Masa: chitarra acustica
Gianfranco: basso

e poi:

Silvana: voce
Andrea: pianoforte
Aurelia: violino

La casa delle farfalle rosa
February 01, 2009 12:58 PM PST
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Testo di Paolo
personaggi
Eliana: Antonella
Rosanna: Celeste
Erika: Sophie
Sonia: Anna-Asia
Elisabetta: Francesca
Narratore: C

Sgrufoletta e Masa - Sogno
January 25, 2009 09:59 AM PST
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di Gabriel Garcia Lorca

Musica: Giovanni Sollima
Sogno ad occhi aperti

Immagine tratta da:
www.flickr.com/photos/liberamente

Salva con nome
January 22, 2009 09:58 PM PST
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Romanzo di:
Alessandra MR D'Agostino e Filippo Loro

Per l'ascolto:
http://www.accademiadeisensi.com/salvaconnome

Sei personaggi ritrovati
January 06, 2009 12:20 AM PST
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Invito alla prima rappresentazione teatrale virtuale dell'Accademia dei Sensi pubblicata nel proprio dominio
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Invitation to "Six people found" by Aldo Cirri, the first performance of the virtual theater of Accademia dei Sensi published in its domain
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Invitación a "Seis personas se encuentra" por Aldo Cirri, la primera actuación de la virtual teatro de Accademia dei Sensi publicada en su dominio
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Invitation à "Six personnes ont trouvé" par Aldo Cirri, le premier exercice de la quasi-théâtre de Accademia dei Sensi publié dans son domaine
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Einladung zur Einreichung von "Sechs Menschen gefunden" von Aldo Cirri, die erste Leistung des virtuellen Theater der Accademia dei Sensi veröffentlicht in seiner Domäne
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Pozvánka na "Sześciu ludzi znalezionych" przez Aldo Cirri, pierwsze wykonanie wirtualnego teatru w Accademia dei Sensi opublikowane w swojej domenie
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Призыв к "Шесть человек найдены" на Альдо Cirri, первая играть опубликовал в своем виртуальном домене
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

征集“六人认为”由阿尔多毛,第一次发表在发挥其虚拟域
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

6人が見つかりました" "アルドcirrusのは、最初のプレーは、バーチャルドメインで公開で請求
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

6 명이 발견 "에 대한"알도 Cirri, 첫 번째 경기는 가상 도메인에 출판에 의해 호출
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

دعوة لان "ستة اشخاص وجد" ألدو سيري ، الأولى لعب نشرت في المجال
الافتراضية
http://www.accademiadeisensi.com/6personaggi/

Asia - Noi siamo
December 27, 2008 03:00 AM PST
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di Asia

Musica: Metallica The call of Ktulu

Immagine tratta da:
www.avomilano.org

Paolo - Sui figli
December 21, 2008 01:20 AM PST
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Da Il profeta di Gibran

Musica: TWINS di Parish

Immagine tratta da:
www.lightworker.it/

Sgrufoletta - Letargo
December 13, 2008 09:22 PM PST
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da http://ghiaccioinside.splinder.com
un blog di Sgrufoletta

Musica: Me'Shell Nedgéocello (Bitterly)

Immagine tratta da:
http://dolcepeste.ilcannocchiale.it

Asia - Che dirti
December 05, 2008 09:32 PM PST
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di Asia

Musica:
Secret Garden
Songs From A Secret Garden

Immagine tratta da:
http://i220.photobucket.com

Vorrei dirti tante cose ma poi le parole sfuggono via... E so che Tu sai quello che provo, quello che sento per Te... quanto desidero dividere la vita mia con Te... sempre... io con Te!
E sento il Tuo amore sfiorarmi il cuore, consolare la mia vita, regalarmi nuovi giorni Padre mio.
Rinascere ogni giorno, svegliarmi ogni mattino con Te al mio fianco per vivere qualcosa di nuovo, insieme, ancora, come un tempo, come sempre e più di allora...
Nienti silenzi tra noi, solo la Tua voce calda che mi ristora l'animo...
Come potrei pensare la mia vita senza di Te?
Io non potrei...
Non ricordo cosa T'avrei voluto scrivere stasera, su questo pezzo di carta elettronico, ma pure una cosa non dimentico.. che T'amo.

Mithrius - XVII Sonetto
December 03, 2008 09:04 PM PST
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Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio
o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

Tratto da cento sonetti d'amore.

Leo - Per te
December 01, 2008 11:37 PM PST
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di Asia

Musica: Offenbach Barcarolle

Immagine a cura di Leo

Paolo - La cattura degli albatri
November 29, 2008 11:02 PM PST
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da:
I fiori del male
di:
Charles Baudelaire

traduzione di:
Luigi de Nardis
Feltrinelli, 1964

Musica:
Alberto Hauss
Vagues du soleil

Immagine tratta da:
www.maurobastelli.com

Per dilettarsi, sovente, le ciurme
catturano degli àlbatri, marini
grandi uccelli, che seguono, indolenti
compagni di viaggio, il bastimento
che scivolando va su amari abissi.

E li hanno appena sulla tolda posti
che questi re dell'azzurro abbandonano,
inetti e vergognosi, ai loro fianchi
miseramente, come remi, inerti
le candide e grandi ali. Com'è goffo
e imbelle questo alato viaggiatore!

Lui, poco fa sì bello, com'è brutto
e comico! Qualcuno con la pipa
il becco qui gli stuzzica; là un altro
l'infermo che volava, zoppicando
scimmieggia.

Come il principe dei nembi
è il Poeta che, avvezzo alla tempesta,
si ride dell'arciere: ma esiliato
sulla terra, fra scherni, camminare
non può per le sue ali di gigante.

Antonella - Sono sensazioni
November 25, 2008 09:58 PM PST
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da http://ghiaccioinside.splinder.com
un blog di Sgrufoletta

Musica: Ludovico Einaudi - Eyes Closed da Dr Zhivago 2002

Immagine tratta da:
http://pescanoce.splinder.com

Karàlice
Ricordo di un giorno non come tanti
November 20, 2008 02:17 AM PST
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testo di Karàlice

L’aria calda quasi soffocante di quella estate asfissiante
la panchina vuota raccontano la complicità
in quel parco quasi deserto, il fiume accanto prosegue
il suo lento cammino, il vento leggero scompiglia i capelli
seduto leggi un libro, ridendo delle cose che leggi
anche io ho un libro in mano aperto
ma il mio sguardo è perso in pensieri che viaggiano lontani
difendo le mie scelte, ho creduto nelle attese
ma il tuo ego è sempre stato più forte
immagino che sia un giorno come tanti, un giorno al quale ne seguiranno altri
ma non c’è niente di logico nell’esistenza mi dico
un giorno prima amanti
e poi due mani fredde che salutano
mi gioco i ricordi in un abbraccio perché l’illusione duri
ti ho cercato, non sei così forte come ti credevo
e tutto si è spento in quell'istante
di un giorno non come tanti
su quella panchina in quel parco quasi deserto.

Musica: Pink Floyd Wish You Were Here eseguita da Lululele

Immagina tratta da:
http://i33.photobucket.com/albums/d68/katyna

Lululele & Terry - La musica come medicina
November 11, 2008 09:35 PM PST
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da:
E venne chiamata due cuori
di: Marlo Morgan

Musica:
One time, di anonimo
eseguita da Lululele & Terry

Immagine tratta da:
www.achabrivista.it

Paolo - Sono sempre qui con te
November 08, 2008 03:07 AM PST
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versi di Aldo Cirri

Musica:
Luciana Bigazzi, Nara Song

Immagine tratta da:
www.carlmillerpoems.com

Celeste - Sabbia e sangue
November 03, 2008 09:47 PM PST
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di King

... Spezzo catene di cartone
in cui... scorre il mio sangue
imprigionavano sabbia
che le mie mani non riescono ora a trattenere...
rovinosamente sulla nuda terra
cadono... sabbia... e sangue disgiunti...
mentre anime doloranti
si allontanano guardandomi con disprezzo

Musica:
Ennio Morricone - Mexican

Immagine a cura di: Celeste

ASA e Masa - Una donna per amico
November 02, 2008 05:38 AM PST
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da Tuathade - Voci dal sottosuolo

http://blog.libero.it/tuathade/

Musica:
Vangelis - Love theme from Blade Runner soundtrack

Immagine tratta da:
www.photoforum.ru

Invito all'ascolto
ascolto preferibilmente notturno, in ambiente in penombra; si raccomanda l'uso di cuffie

Rime sparse - In lode dell'asino
November 01, 2008 01:11 AM PDT
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Giordano Bruno In lode dell’asino da Cabala del cavallo Pegasèo

Commento di Masaniello il Làzzaro
Lettura di Masaniello il Làzzaro

Giordano Bruno, vissuto nel corso del sedicesimo secolo, era convinto che nessuna rinascita culturale si sarebbe mai potuta realizzare in Europa senza lotta contro ogni principio di autorità e ogni tradizione dogmatica. Le Chiese cristiane: cattolica, luterana, calvinista, erano tutte ostili al pensiero moderno, ispirato dall’adesione entusiastica del filosofo alla teoria copernicana.
Questa rinascita culturale andava incontro ad un periodo di intolleranza e di guerre di religione: quella controriforma che inevitabilmente appiattiva ogni speculazione difforme alla dottrina.
Serpeggiava quindi quell’ignoranza che Bruno beffardamente lodava nella “Cabala del cavallo Pegasèo” con il sonetto “In lode dell’asino”:

O sant'asinità, sant'ignoranza,
santa stolticia e pia divozione,
qual sola puoi far l'anime sì buone,
ch'uman ingegno e studio non l'avanza:

non gionge faticosa vigilanza
d'arte qualumque sia, o 'nvenzione,
né de sofossi contemplazione,
al ciel dove t'edifichi la stanza.

Che vi vai, curiosi, il studiare,
voler saper quel che fa la natura,
se gli astri son pur terra, fuoco e mare?

La santa asinità di ciò non cura;
ma con man gionte e 'n ginocchion vuol stare
aspettando da Dio la sua ventura.

Nessuna cosa dura,
eccetto il frutto de l'eterna requie,
la qual ne done Dio dopo l'essequie

Sigla a cura di Asa e Masa

Musica:
Claudio Monteverdi: Christe, adoramus te a 5 voci - Madrigals and Motets, Aoede Consort—Dan Foster, Artistic Director, 2007

Immagine tratta da:

www.storiain.net/

Lululele & Terry - Lo scemo del villaggio
October 26, 2008 09:57 AM PDT
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di J. Martinez

Lasciandosi scivolare tra i rami più alti, continuava ad osservare la terra, così lontana. Non c'era la notte ad occultare la vista, non sorridevano le stelle in cerca di nubi; era già mattina. Osservava il sorgere del sole come fosse la prima volta.
L'aria era umida; nessun rumore in lontananza, nessuna distrazione. Il suolo dava l'idea di solido geometrico, un'area compatta e dura. Dai cespugli lungo il ciglio di una strada di campagna, saliva fino ai rami più alti un sapore di more; selvatico e longevo come un ciottolo di fiume, spumoso come il bordo di una vecchia conchiglia. Era quasi l'ora.
Certo sarebbe stato più tranquillo, avesse avuto due ali; non c'erano piume ad abbellire i suoi arti, ma cinque semplici dita. Non l'esperienza del falco, né il canto dell'usignolo; ma una lingua tristemente schiava di un ammasso neuronico.
Il contatto con la Natura non era una stupida ricerca alternativa, scherzare con un cane o distendersi sotto l'ombra di un albero a bere e fumare ma un'esistenza fatta di attimi, inebriante profumo di fiore selvatico; sospirate parole di un amore impossibile, un giocattolo per un bambino. Non c'era l'amarezza di lasciare burattini stupidi ed infelici, né una favola colorata; ma un continuo sibilo che stordiva il cuore, un'onda di lettere mai ricevute né scritte.
Un respiro a pieni polmoni; trattenne il fiato e poi il salto. Nessuna immagine gli passò davanti agli occhi, come un vecchio film in bianco e nero; non era la prima volta che moriva e sapeva benissimo che nessuna vita scorreva in un istante.
Per quante altre volte l'avrebbe dovuto fare? Togliersi la vita era sempre doloroso, così come lo era stato essere crocifisso.
Il giorno dopo, nessuno andò ai funerali di quello che consideravano lo scemo del villaggio.

Musica:

PinkFloid - Breathe

Immagine tratta da:

http://intrepidliberaljournal.blogspot.com

Leo - Lettere a nessuno... Parole allo Specchio
October 23, 2008 08:59 PM PDT
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Il debutto di Leo

A volte penso che potrei benissimo raccontare la storia della mia vita prendendo come spunti le varie ferite che mi riempiono il corpo. Potrei scrivere un intero romanzo, nuda davanti allo specchio della memoria, conto tutte le ferite che ho sul corpo e racconto la storia di ognuna, in quale circostanza è avvenuta, quanto ho sofferto, con chi e se ho diviso la sofferenza, chi ha cercato di curarmela e come.
Ogni capitolo porterebbe il nome della ferita e comincerebbe con un racconto dell'incidente che l'ha "causata". Solo che il lettore si accorgerebbe subito che la "causa", in realtà, è qualcosa di molto diverso da un semplice incidente.

tratto da:

http://spherikamente.splinder.com

musica:

Gabrielle - Out of Reach

Paolo - Progetto "Ecologia sociale"
October 07, 2008 12:23 PM PDT
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Dramma minimo in un quadro di:
Giorgio Serafini

Immagine tratta da:
www.ideoflexia.com

Antonella - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
September 24, 2008 10:43 PM PDT
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Breve frammento dal romanzo di:
Paulo Coelho

musica:
Yiruma, River Flows in You, da First Love, 2001

immagine tratta da:
blog.libero.it/zaphirea/

Celeste - Ode al giorno felice
September 20, 2008 10:15 PM PDT
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Di:
Pablo Neruda

Immagine tratta da:
www.lukewreynolds.com

musica:
Samba
di:Ludovico Einaudi

Karalice - Via Appia
September 20, 2008 12:08 AM PDT
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da:
www.liberaeva.com

musica:
Busta Rhymes Feat Mariah Carey - I Know What You Want

Masa - Fiumi di guerra
September 16, 2008 09:12 PM PDT
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da: Opera sull'acqua e altre poesie, Einaudi 2002

di Erri de Luca

Fiume di sangue

Immagine tratta da:
http://picasaweb.google.com/michela333/

musica:

Dmitri Schostakovich
Sinfonia n. 4 in do min. - I. Allegretto poco moderato-Presto-(Tempo I)
City of Birmingham Synphony Orchestra diretta da Sir Simon Rattle

Paolo - Il Tempo
September 01, 2008 05:56 AM PDT
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di Lorenzo (1978 + 2001)

Paolo si incunea in una riflessione un po' triste:

Viviamo in un mondo fatto da dualita'

Musica:
Ennio Morricone - Padre Pio

Immagine tratta da:
www.livigno.cx

Sgrufoletta - Questo è un inferno
August 27, 2008 11:01 PM PDT
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da: Se questo è un uomo
di Primo Levi








musica:
Hector Berlioz
Sinfonia Fantastica - da V. Songe d'une nuit du sabbat
Philarmonia Orchestra diretta da Herbert von Karajan







Immagine tratta da:
www.equilibriarte.org
Daniela Raffaele
Se questo è un 'uomo

Sophie e Giuda - Così lontani da potersi sfiorare
August 26, 2008 11:41 PM PDT
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Riedizione delle fantasie oniriche di un uomo dalla voce blu, con la voce purpurea della donna fatale.

Immagine tratta da:
http://crazycows.wordpress.com/

Paolo - Il nostro giardino
August 01, 2008 02:23 AM PDT
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di Stefano D'Agostino

musica: Ludovico Einaudi - Primavera

Immagine tratta da:
www.lamortella.it

C - Vento e bandiere
August 01, 2008 02:17 AM PDT
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d Ossi di seppia, di Eugenio Montale

Rime sparse - Quel foco ch'i' pensai che fosse spento
July 30, 2008 11:03 PM PDT
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Frammento n. 55 del Canzoniere di Francesco Petrarca

Commento di Masaniello il Làzzaro
Lettura di Masaniello il Làzzaro

La struttura del Canzoniere è un’invenzione di Petrarca e ha costituito la sua eredità più feconda per la poesia dei posteri. La sua lingua lirica, tutt’ora di non difficile lettura, ha costituito il modello su cui è cresciuta nei secoli la lingua letteraria italiana.
Il Canzoniere è un libro universale, che non racconta una storia, ma mette a nudo un’anima: l’amore terreno si alterna alla speranza di salvazione, in una coesistenza ardua e affascinante.
Un libro in cui il poeta aretino, diviso dalla passione amorosa che lo lacera, ritrova unità e libertà interiore.
Nel cinquantacinquesimo frammento, in particolare, si può leggere questo tormento:

Quel foco ch'i' pensai che fosse spento
dal freddo tempo et da l'età men fresca,
fiamma et martir ne l'anima rinfresca.

Non fur mai tutte spente, a quel ch'i' veggio,
ma ricoperte alquanto le faville,
et temo no 'l secondo error sia peggio.
Per lagrime ch'i' spargo a mille a mille
conven che 'l duol per gli occhi si distille
dal cor, ch'à seco le faville et l'ésca:
non pur qual fu, ma pare a me che cresca.

Qual foco non avrian già spento et morto
l'onde che gli occhi tristi versan sempre?
Amor, avegna mi sia tardi accorto,
vòl che tra duo contrari mi distempre;
et tende lacci in sí diverse tempre,
che quand'ò piú speranza che 'l cor n'esca,
allor piú nel bel viso mi rinvesca.


Sigla a cura di Asa e Masa

Musica: J.S.Bach - BWV 934 Prelude in C minor


Autografo del Canzoniere del Petrarca nella cosiedetta malacopia della Biblioteca Vaticana, Vat. Lat. 3196, f.5r, B.A.V., Città del Vaticano
Tratta da: www.italica.rai.it

Paolo - Morbosa ricerca dell'amore
July 22, 2008 09:51 PM PDT
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dalle Confessioni di Sant'Agostino

Immagine tratta da: www.santiebeati.it

C - Sarcofaghi - II parte
July 03, 2008 10:34 PM PDT
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da Ossi di seppia di Eugenio Montale

Paolo - Il brindisi di dolore della Terra - LI PO
June 29, 2008 10:03 PM PDT
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Immagine tratta da: http://www.lancianonline.altervista.org

Masa - LA PRINCIPESSA RANOCCHIA
June 29, 2008 09:50 PM PDT
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di Aleksandr Nikolaevic Afanas'ev

Musica: Piotr Ilic Ciaikovsky - Le stagioni op.37, per pianoforte, pianista: Claudio Colombo (http://www.claudiocolombo.net)

Immagine tratta da: http://www.liettamorsiani.com

C - Fuscello teso dal muro
June 23, 2008 02:06 PM PDT
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da Ossi di seppia di Eugenio Montale

Paolo - Il ladro di voci
June 22, 2008 09:25 PM PDT
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di Alejandro Jodorowsky

Immagine tratta da:
http://www.nndb.com

Karalice - Non era la pioggia
June 21, 2008 11:36 PM PDT
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Scritto da Karalice

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ASA e Masa - Le autogiustificazioni al non cambiamento
June 21, 2008 12:35 AM PDT
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da Psicologica-Mente di Enrico Parpaglione

http://www.psicologo.torino.it/

C - Ossi di seppia
June 19, 2008 08:44 PM PDT
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Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.
Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!
Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Meriggiare pallido e assorto
presso un rovente muro d'orto,
ascoltare tra i pruni e gli sterpi
schiocchi di merli, frusci di serpi.
Nelle crepe del suolo o su la veccia
spiar le file di rosse formiche
ch'ora si rompono ed ora s'intrecciano
a sommo di minuscole biche.
Osservare tra frondi il palpitare
lontano di scaglie di mare
mentre si levano tremuli scricchi
di cicale dai calvi picchi.
E andando nel sole che abbaglia
sentire con triste meraviglia
com'è tutta la vita e il suo travaglio
in questo seguitare una muraglia
che ha in cima cocci aguzzi di bottiglia.

Non rifugiarti nell'ombra
di quel fólto di verzura
come il falchetto che strapiomba
fulmineo nella caldura.
E' ora di lasciare il canneto
stento che pare s'addorma
e di guardare le forme
della vita che si sgretola.
Ci muoviamo in un pulviscolo
madreperlaceo che vibra,
in un barbaglio che invischia
gli occhi e un poco ci sfibra.
Pure, lo senti, nel gioco d'aride onde
che impigra in quest'ora di disagio
non buttiamo già in un gorgo senza fondo
le nostre vite randage.
Come quella chiostra di rupi
che sembra sfilaccicarsi
in ragnatele di nubi;
tali i nostri animi arsi
in cui l'illusione brucia
un fuoco pieno di cenere
si perdono nel sereno
di una certezza: la luce.

Masaniello - L'arrosto fatato
June 17, 2008 10:17 PM PDT
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L'ARROSTO FATATO Una sera, d'inverno, marito e moglie stavano parlando dei loro vicini, che erano piu' ricchi di loro. "Se potessi avere tutto quello che voglio, sarei di certo piu' contenta di loro", disse la donna. In quel momento apparve una fata che disse: "Esprimete tre desideri, ma tre soltanto". "Vorrei essere bella, ricca e raffinata" rispose la moglie. "Io vorrei salute, allegria e una vita piu' lunga" disse il marito. "Perche' vivere a lungo, se si e' poveri?" disse la donna. "Fino a domani pensiamo a quello che ci serve di piu' e chiediamoglielo" propose l'uomo. "Va bene" disse lei. "Con questo bel fuoco vorrei avere un pezzo di arrosto per la nostra cena! disse la donna senza pensarci. E infatti dalla cappa del camino venne giù un pezzo enorme di carne. "Per colpa tua, ora possiamo chiedere solo due cose! Mi fai cosi' arrabbiare che vorrei che ti venisse un bubbone sul naso!" urlo' il marito. E infatti cosi' accadde. "Chiedero' di diventare ricchissimi cosi' ti faro curare" disse l'uomo. "Sei matto, io voglio che subito il bubbone cada per terra" disse la donna. Il bubbone si stacco' e la donna, che era furba, disse al marito: "La fata ci ha voluto far imparare la lezione. E' meglio avere meno voglie e prendere le cose come vengono". E quella sera cenarono in allegria con un ottimo arrosto. SPINOSO, MA BUONO Una sera un riccio usci', come tutti i giorni, fuori dalla sua gabbia per cercare da mangiare. Cammina, cammina, si fermo' sotto un albero. Vide che c'erano tante piccole mele che il vento aveva fatto cadere. "Ne voglio mangiare tante da riempirmi la pancia. Poi ne portero' anche ai miei amici" penso'. E cosi' fece. Inizio' a mangiare avidamente. Le mele erano molto buone, dolci e succose. Dopo aver mangiato abbastanza, il riccio penso' di cominciare a raccogliere i frutti per gli altri ricci. "Come posso raccogliere tante mele?", si chiese. "Nella bocca posso tenerne una sola". Si giro' sulla schiena e molte mele si infilano nei suoi aculei. Con il corpo coperto di mele, torno' verso la tana. Quando stava per arrivare, urlo' che era pronta la cena. "E' arrivato il riccio dai lunghi aculei con tante mele" dissero ridendo gli amici e tutti si avvicinarono. Certo gli aculei sono scomodi da portare e spesso fanno sentire i ricci brutti e goffi, ma a volte diventano molto utili e rafforzano l'amicizia.

IL PIU' GIOVANE DEGLI ANIMALI Un giorno tutti gli animali della savana si riunirono per decidere chi era il piu' intelligente. C'era il leone, l'elefante, la jena, la scimmia e molti altri animali. Tutti naturalmente pensavano di essere il piu' intelligente ma il leone decise che lo era solo l'animale piu' giovane. Inizio' cosi' la gara per dire il proprio giorno di nascita. La cerva disse che era nata l'anno della grande siccita', quindi aveva appena tre anni. Lo sciacallo disse di essere nato solo tre lune fa. La scimmia ci penso' un po' e poi disse: "Io sono appena nata". E tutti la applaudirono pensando che fosse lei la piu' intelligente. Ma proprio in quel momento sentirono una vocina che stava dicendo: "Zitti tutti, fatemi un po' di posto, sto nascendo". Era la lepre, che cosi' dicendo fece capolino da dietro un cespuglio. Tutti allora iniziarono a ridere e il leone, l'animale piu' saggio della savana disse: "Sei tu l'animale piu' intelligente perche' sei riuscito a dimostrare di essere il piu' giovane anche se non e' vero".

Karalice - Taci Voce
June 15, 2008 10:12 AM PDT
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Scritta da Karalice

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Antonella - LE AVVENTURE DEL SABATO SERA
June 13, 2008 12:49 PM PDT
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Monologo eroticomico per signora di Aldo Cirri

Alzi la mano chi di voi non ha avuto il suo sabato sera con il cosiddetto “uomo giusto”?
Vi si è anchilosato il braccio o avete raggiunto la pace dei sensi?
Tu anche se non lo alzi... Niente eh? E dai non fare quell’espressione triste, su con la vita, sorridi!... Ah, stai già ridendo?
Ce l’hai tu in gestione? Non te la prendere il peggio non muore mai, pensa a quello che passa le serate con Rosy Bindi!
Ricordo un’amica mia... era talmente brutta che, ogni volta che si spogliava, il guardone della finestra di fronte si addormentava!
La volta che provò ad iscriversi ad un club di cuori solitari, le risposero incazzati: “Non siamo solitari fino a questo punto!”
Siamo lì eh? Su su, coraggio, c’è sempre la chirurgia plastica… devi solo avere il coraggio di affrontare il preventivo!
Insomma, chi non ha avuto il proprio sabato sera di follie? La propria “febbre del sabato sera”?
«Sai cara, ieri sera mi ha agganciato un tipo che… beh te lo puoi immaginare». «Dai su raccontamelo!», e l’altra perfida perfida: «Mi ha invitato a cena, mi ha riportato a casa con la Maserati e poi mi ha invitato a bere un drink nel suo attico, non puoi capire che sciccheria.» Non dite mai una cosa del genere! Perché state tranquille che l’amica penserà: “Capirai: ti avrà fatto mangiare un pizza rancida, ti sarà venuto a prendere con un furgone e ti avrà offerto una spremuta di pompelmo dimenticata nel frigo da tre generazioni!”
A proposito di auto, bisogna sempre prendere con il beneficio di inventario le affermazioni maschili: Se un uomo sostiene che, da bravo cavaliere apre sempre la porta dell’auto alla moglie... o è nuova l’auto o è nuova la moglie!
Inoltre se qualcuno vi dice «Ti passo a prendere tra le 8 e le 8.30!» non illudetevi, non ha la macchina lunga è solo ritardatario per natura.
I tipi che si possono incontrare in un’avventura da sabato sera, con svariate sfumature, sono sostanzialmente tre: il coatto, l’intellettuale e il dandy.
Il coatto, parola che in romano significa “trucido”,… diciamo: “ragazzo alquanto bricconcello e mattacchione” si, insomma, quello che ti viene a prendere con una moto che fa passare un’Harley Davison, ma che al massimo è il motofurgone a cui ha tolto il cassone e con il quale la domenica vende panini e salsicce allo stadio. Indossa un regolamentare giubbotto di cuoio ancora fresco di concia, jeans, stivaloni, catene, borchie, punte disseminate dovunque… della serie: “Terzo piano, reparto ferramenta e utensileria”, ed ha talmente tanti tatuaggi addosso, che sembra un piano regolatore edilizio!
Porta capelli lunghi con sospetto agriturismo di pidocchi incorporato e, come optional, emana un leggero odore di spremuta di aglio con retrogusto di calzini di lana fermentati nelle Adidas per una settimana.
Il coatto è quello che alle dieci vi trascina al concerto di Vasco Rossi. Alle due vi porta in birreria per mostrarvi agli amici, dove vi beccate una processione di pacche sulle spalle, qualche palpeggiamento di verifica del contenuto degli slip ed un campionario di rutti post-Peroni. Alle tre vi bacia con una lingua che sembra una smerigliatrice intinta in una spremuta di cozze. Alle quattro vi trovate a pensare che se magari si gira sul fianco sinistro, forse russerebbe di meno.
L’intellettuale è quello che, volendo fare lo strano a tutti i costi vi viene a prendere con l’autobus. Indossa un maglione di un giallo-itterizia smorto, porta i jeans con il cavallo bassissimo in cui potrebbe entrare una partita di pannoloni per incontinenti, occhiali a telescopio e, sotto braccio, l’ultima preziosissima copia de “L’amante di Bertinotti” il best-seller di Mi-Fò Nagakata, massimo esponente della poesia nippo-vesuviana.
L’intellettuale è quello che alle dieci vi porta ad un concerto di musica primitiva nuragica. Alle due ancora parla dell’influenza del sesso nei saggi scientifici della Montalcini. Alle tre vi bacia chiedendovi prima quale tipo di approccio labiale preferite. Alle quattro vi chiedete se russa più forte lui o il coatto.
Il dandy è quello che vi viene a prendere con una Porche vera, indossa tutti capi firmati con autenticata del notaio. Alle dieci vi porta ad un vero vip-party dove la tartina più scadente contiene a malapena tre aragoste e dove lo champagne è talmente costoso, che se ne cade una goccia sul pavimento, dal nulla compare un plotone di prefiche a piangerne la perdita.
Il dandy è quello che alla una comincia a presentarti agli illustri ospiti ed alle personalità della serata e alle due, a forza di stringere mani, pensi già di rivenderti la destra come una reliquia. Alle tre il dandy vi bacia dopo avervi fatto visitare da un dentista. Alle quattro vi rivela che è bisex e che ha un appuntamento con l’esterno destro della Rugby Cantù, ma che tu puoi rimanere e goderti il resto della festa. Alle quattro cominciate a pensate ai vantaggi di dividere un marito con un esterno destro.
Comunque sia e qualunque tipo vi troverete a fronteggiare, ad un certo momento della serata l’obbiettivo dell’individuo in questione sarà sempre lo stesso: la mano sulla coscia!
Ora, se passate il metro e ottanta, vuol dire che avete una coscia di oltre mezzo metro e se siete uscite con un tizio alto come una buca, fornito di un paio di manine tipo Titti il canarino, state tranquille: prima che arrivi al perizoma, fate a tempo a farvi una permanente!
Ma se siete alte meno di Magalli ed uscite con il pivot del Basket Cantù - cugino dell’esterno destro che esce col dandy - state certe che, come avrà piazzato la mano sulla coscia, con il pollice vi gratterà un orecchio e con il mignolo vi farà il solletico sotto i piedi.
Quindi, proporzioni prima di tutto!
La mano sulla coscia è un segnale che arriva sempre con alcune varianti: C’è la “mano ad artiglio”, della serie “Togliti ‘sto perizoma che ti faccio una radiografia”. C’è la “mano esploratrice” detta anche “mano alla Mesner”, quella che ti conta i solchi della cellulite e, su richiesta, applica anche una crema adatta. C’è la mano a “metal detector” che ti fa la scansione della zona creandoti un ingorgo di ormoni sulla tangenziale inguinale.
Ma la peggio di tutte è la mano tipo “ET”! Quella con la lampadina sul dito! La mano tipo ET è peggio di una TAC! Se supera il confine delle autoreggenti, diventa un endoscopio! Una volta iniziata l’esplorazione speleologica, se fa tanto di accendere la luce, le cose sono due: o entra direttamente nell’iperspazio, o vuole telefonare a casa! “Telefono casa!”
A questo punto bisogna decidere: Lasciar proseguire l’esplorazione? O fermare l’avanzata? Se si decide di fermare l’avanzata, le strategie vanno dal semplice allontanamento della mano, alla forchettata sul palmo, se vi trovate al ristorante, fino ad arrivare all’ustione di terzo grado se il maneggiatore di turno è recidivo e se avete un accendino a portata di mano.
Una volta mi è capitato un tizio… era talmente recidivo che ora gira con le stigmate! Tze!
Ma se il tizio ci piace e decidiamo di hem... stare a vedere come si mettono le cose… allora la faccenda si complica.
Entro i due successivi minuti dal primo bacio, con una specie di rantolo soffocato, sentirete mettere l’assedio al vostro collo e, nei successivi trenta secondi, con sole tre slinguazzate, sentirete asportare le cinque mani di fondo tinta applicate in due ore di duro lavoro. Quando poi una voce sepolcrale vi dirà: «Dove ti piace essere baciata?» se a quel punto avete già deciso di scaricarlo:... «In due posti... Parigi e Miami!»
Ma mettiamo che tutto sia andato per il verso giusto, che il tipo vi piaccia, che vi abbia portato in un ristorantino caratteristico, che abbia fatto il romantico per tutta la sera, che vi abbia portato in un piano bar fino a notte fonda, che abbia fatto il timidone accompagnandovi sulla porta di casa. Alt! Bloccatelo lì! Non vi azzardate a farlo salire! Potreste scoprire cose preoccupanti sulle sue tendenze erotiche come: (conta con le dita) l’uso dei primi quindici capitoli del Kamasutra comprese note a fondo pagina, illustrazioni e diagrammi, solo per i preliminari. Una collezione completa di fruste: da quella per scacciare le mosche alla famosa frusta indiana fatta con una proboscide di pachiderma. La Treccani in dodici volumi della cucina erotica... e se dichiarerà che le ostriche sono afrodisiache e che ne ha mangiate sei per l’occasione, state tranquille che solo una gli farà effetto!
(Pausa) Ma se alla fine vi chiederà qual è il vostro oggetto meccanico preferito per la stimolazione sessuale, la risposta è una sola: la Mercedes Benz 380L Cabriolet!

in foto: Licia Maglietta

C - Sarcofaghi
June 11, 2008 08:58 PM PDT
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Di Eugenio Montale
da
Ossi di Seppia

Call Center
June 10, 2008 09:08 PM PDT
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CALL CENTER della Multi-drin (Breve atto unico ideato da Paolo)

In ordine di apparizione audio:

Deborah = KARALICE (sezione contratti offerte pentole multiuso)
Jessika (nome d’arte: SATANIK)= CELESTE (sezione abbonamenti colloqui erotici)
Samantha= SARA4 (sezione contratti multi marketing)
Marika= DINA (sezione abbonamenti riviste religiose)
Narratore : C
Mario RESPONSABILE CALL CENTER (soprannominato KAPO’) = Fabrizio







(SI INIZIA UDENDO 4 VOCI CHE SI SOVRAPPONGONO TRA LORO PER CREARE UNA SITUAZIONE AMBIENTALE)

Deborah - Buongiorno sono Deborah della Multi-drin; Deborah con l’H!, parlo con la signora Pina? la chiamo per annunciarla che lei è stata sorteggiata…

Jessika - Signor Gino buongiorno, sono Jessika della Multi-drin, con la K!! questo è il suo giorno fortunato,la chiamo per dirle che lei….

Samantha - Buongiorno sono Samantha della Multi-drin, Samantha con l’H!! signor Mario, sono un call-center che vuole offrirle una cosa a cui non potrà dire di no….

Marika - Lei è la signora Maria?, Buongiorno, sono Marika della Multi-drin, Marika con la K; la chiamo per offrirle una occasione irripetibile per lei….







C'era poca luce nello scantinato di uno dei più grossi call center di Milano.

Lo stanzone prendeva luce da poche finestre a “bocca di leone” poste in alto sulle pareti olezzanti di muffa
Era presto e solo quattro operatrici erano intente nel loro estenuante e poco remunerato lavoro al telefono

Erano disposte in degli angusti box nel quale non poteva vedersi e quindi distrarsi dalla loro attività, scandita
Da un trillo metallico che segnalava la pausa di 15 minuti obbligata dopo tre ore di lavoro consecutive.
Come persone non esistevano, li erano solo delle voci anonime che dovevano solo cercare di strappar numerosi contratti di varia natura che andavano da abbonamenti telefonici, viaggi esotici, intrattenimenti erotici, vendita a domicilio ed altro, perchè lavoravano per una società che aveva preso in appalto diverse fonti di guadagno.
Eppure ognuna di loro aveva un anima, aveva dei sentimenti, poteva essere forte o debole di fronte ai casi della vita.
Lavoravano in una tale promiscuità che per assurdo poteva capitare che in un box si parlasse di pentole mentre in quello attiguo si sentissro solo dei gemiti motivati da un accoppiamento virtuale richiesto da chi aveva telefonato.

Mario, il responsabile del call center, si catapultò come ogni mattina e prese come al solito a ‘sollecitare’ le quattro povere precarie, che per i suoi bruschi modi, lo avevano amichevolmente soprannominato KAPO’.





Mario: (in romanesco) A’ DEBBBBORAHH!!! MO’ LA DEVI DA SMETTE DE FA ‘A MADRE TERESA DE CARCUTTA CO’ TUTTI… HAI CAPITO? LA DEVI DA SMETTEEEEE!!! Te devi da svejaaa…je devi fa’ li contratti pure se non c’hanno li zecchini…

A’ Jessikaaaa te vojo piu’ eroticaaaa … li vojo da sentì strillà de piacere ‘sti zozzoni… hai capitoooo?

A’..cosa…a’ Samanthaaa non ce semo… non ce sei propio… chiacchieri chiacchieri e nun me fai mai ‘n cacchio de’ contratto… Ma che te devo da fa a te ????

E te Marika … seee, dico a te….la devi da piantà de fa’ ‘a Maria Goretti hai capito????
Nu stai piu’ in convento…TE DEVI DA SVEjjAAAAA se no te smovo IO a furia de bestemmie
Che te fanno tanto sartaaaa’
MO… ‘VVO’O DICO A TUTTE QUANTE….VE DOVETE DA DA’ ‘NA SVEJAATAAA SINNO’ …A CASA VE MANNO… TUTTE A CASA
AVETE INTESO???? Nun so’mica la croce rossa…si nun me fate li contratti VE RIMANNO TUTTE A CASA!!!!! (… Mo vedemo se m’avete capito stavorta)

Poi uscì dalla stanza sbattendo la porta e lasciando le povere ragazze ancora una volta nella completa disperazione e paura che non impedì loro comunque di iniziare il disperato tentativo quotidiano di strappare contratti telefonici….

Deborah - Siii? Buongiorno signora Bianchi? sono Deborah della Multi-drin; Deborah con l’H!, Le telefono per annunciarla che lei ha vinto un viaggio per due persone alle Maldive.
.contenta? Basterà fare un piccolo acquisto di pentole...come? È sola? Bhe può andare con una sua amica...non ha amici? Familiari?...abbandonata dal figlio?.. mi dispiace, cosa?....abita in campagna ..isolata....sempre a letto malata... ok signora.... ho capito,non importa scusi buongiorno (almeno spero)...cosa? Ah sta nevicando ora....mi dispiace veramente...non ha il riscaldamento? E non le basta la pensione....la capisco.....se la posso aiutare?...magari.. Volentieri...un vaglia? Se le mando un vaglia?
Va bene ...quanto? Va bene ...certo...lo farò. Stia tranquilla .si faccia coraggio....arrivederci (mortificata) fra se e se..: accidenti poverina...quanta gente
Sta male, non riesce ad arrivare alla fine del mese con i soldi e noi si vuole vendergli certe cose costose


Jessika - Siiiiiiiiii prontooo (voce erotica) si sono io Satànik con la K! della Multi-drin,!! la tua porcellina sado-maso, tu chi sei? Ciaoooo Gianalberto, dimmi tutto tesoro….chiedimi tutto ed io ti accontenterò……come sono vestita? Bhe tuta in pelle con i seni e le natiche scoperte e tu invece? Sei ingessato dalla testa ai piedi? Mi dispiace tesoro...e come fai
Allora per. .insomma... Soddisfarti? Ah col pensiero...hai una grossa immaginazione…bravo bravo…vuoi che ti frusti un po’?? Ah… vuoi colpirmi tu con il tuo braccio ingessato? Ok dai sì picchiami… picchiami tutta... col tuo gesso duro...si godo siiiii … pronto? Che cosa è successo pronto??? Si si dimmi cosa ti è successo? Sei caduto dal letto? Acc. mi dispiace... ti sei rotto di nuovo? Va beh dai amore il tempo è finito...richiama se vuoi ciao ciao gessone mio ciao.

Samantha - Siii!! Buongioorno sono Samantha, Samantha con l’H!! signor Giuseppe??….. Lei è stato sorteggiato per avere la linea Adsl gratis per un anno....non ha il Pc? Va bhe… la posso far contattare da un tecnico che le porterà un pc ultima generazione a casa...come? Ha ottanta anni ed è semianalfabeta?...
Non importa… la iscrivo subito al nostro corso “non è mai troppo tardi per persone anziane che vogliono istruirsi”... come? È immobilizzato su di una carrozzina e non può muoversi? Beh non importa la posso far contattare da una badante rumena ad un prezzo accessibile alla sua pensione.. no-problem… e visto che c'è la iscrivo anche ad un corso di training motorio (non si sa mai) settimanale che le permetterà di fare un viaggio gratis a Lourdes a fine anno, salvo imprevisti... è contento? Vede le ho risolto tutto per lei...con la badante lei non sarà più solo e lo porterà in carrozzina al corso di training ed eventualmente a Lourdes, poi farà un corso di alfabetizzazione veloce, così potrà usare il pc che le farò avere e quindi sfrutterà l'abbonamento adsl che era la prima cosa che le avevo proposto.. Contento ?? Cosa? Se le basterà la pensione?
No-problem la metterò in contatto con un promoter finanziario che penserà tutto lui...contento? Stia tranquillo penserò tutto io...lei dovrà fare solo delle firmette qua e la, non si preoccupi la sua vita sta per iniziare solo da oggi...vedrà...arrivederci....pronto pronto cosa? Ah! Vuole che le mandi un’ambulanza? Pronto? Pronto? Accidenti.....

Marika: Buongiorno sono Marika della Multi-drin, Marika con la K; signor SIGNOR DEVIL, la chiamo per proporle un abbonamento mesile alla rivista “Il duro sentiero pietroso delle carmelitane scalze”….PERCHÈ LO FACCIO? perchè sono stata anche io una suora di quell'ordine...allora le conosce? bene....vedrà se accetta sarà una rivista che le darà tanto conforto in questo nostra valle di lacrime quotidiane....pronto? si che cosa dovrei farci con l'abbonamento? ehhhh?????? ma scusi perchè tanto livore e volgarità? sua moglie si vuole fare suora???? capisco sente una vocazione per diventare una ancella del Signore come avrei dovuto fare io….cosa? che avrei dovuto fare ??? oh Madonnina santa...ma lei è un indemoniato! dovrei venire da lei? cosa mi vorrebbe fare? o Gesu'...vada retro Satana... come non detto... addio... che Dio la salvi...(mamma mia che telefonata terribile... che gente….praticamente un rosario di parole e bestemmie)

Ancora una volta nessuna era riuscita a strappare un contratto e lo sconforto scese su tutto il grande stanzone,facendolo piombare nel silenzio
Le telefoniste venivano pagate per ogni contratto stipulato ma al giorno d’oggi la gente non aveva più voglia di cimentarsi in situazioni che richiedevano una qualsiasi uscita monetaria.
All’improvviso una di loro ebbe una grande idea…avrebbero giocato alla sorte ...fino all'ora ognuna aveva operato in un settore definito,,,,da oggi tutto sarebbe cambiato avrebbero sorteggiato fra di loro in modo che ognuno si sarebbe ritrovata a contattare persone per contratti diversi da quello che avevano fatto fino ad ora.
Misero le varie tipologie dei contratti in quattro bussolotti e poi ognuna pescò a sorte....
Queste furono le scelte del caso:


Deborah (EX CENTER PENTOLE : LE CAPITÒ IL MARKETING E QUINDI CONVINCERE LE PERSONE A STIPULARE CONTRATTI COSTOSISSIMI

Jessika (EROTIC CENTER) LE CAPITÒ LA RIVISTA DELLE CARMELITANE SCALZE

Samantha EX CALL CENTER MULTI-MARKETING LE CAPITO’ QUELLO DEI VIAGGI (LEI ODIAVA I VIAGGI ORGANIZZATI E VOLARE IN PARTICOLARE MANIERA)

Marika (EX SUORA LE CAPITÒ IL CALL CENTER EROTIC)
Si misero subito al lavoro…..

Deborah tongueronto signor Giuseppe? sono Deborah della Multi-drin; Deborah con l’H!, … buongiorno…cosa è tornato adesso dall’ospedale? mi dispiace…tutto bene ora? è su di una sedia a rotelle ed ha avuto appena ora un collasso da stess per una nostra telefonata??? accidenti mi dispiace veramente mi creda…mi sento male per lei….se vuole vengo a trovarla visto che abita a Milano….l’ADSL? ah già…si …ecco……effettivamente…era per l’ADSL…NON HA IL PC? non è un problema…senta io ho un vecchio pc che posso regalarle…quando vengo glielo porto….e gli insegno…no no è facile è contento ora? no ? perche?
come è solo? un figlio in America? senta…ma lo sa che con Skype può vederlo e parlargli….si si giuro…però bisogna che faccia l’abbonamento ADSL….non costa tanto….
Facciamo il contratto? benissimo….grazie…le farò sapere….

Mentre Deborah stava esultando per il suo nuovo contratto, Jessika telefonò al signor Signor Devil….


Jessika - Ciao sono Satànik con la K! della Multi-drin,!! Signor Signor Devil?... e la madonna! ho appena parlato e già mi sacramenta addosso???
aspetti….accidenti… uh uh! questa bestemmia non la conoscevo giuro…. ahahahah bhè ha finito?
posso parlare… cosa? è incazzato perchè sua moglie è in ritiro e vuole farsi suora?
accidenti…come la capisco…sarei incazzato anche io al posto suo….ma mica per farmi i cazzi suoi, signor Signor Devil…ma come mai questa cosa? ah ecco lei dice che si sente insoddisfatta sessualmente e vuole abbandonare questo mondo materiale…umh……senta signor Signor Devil voglio proporle una cosa….io insieme all’abbonamento di “Il duro sentiero pietroso delle carmelitane scalze” le mando un librettino sado-maso per ravvivare certe situazioni coniugali, risultato assicurato lo creda!!!
Cosa se ne fa dell’abbonamento? ascolti….una delle due… o con il mio manuale riesce a riprendersi la moglie o con l’abbonamento …chissà decide di abbandonare anche lei il mondo dei sensi….le va?
Facciamo il contratto? benissimo…grazie..le farò sapere.

Mentre Deborah e Jessika si abbracciavano dalla felicità… Samantha telefonò alla signora Bianchi…


Samantha - Signora Bianchi? Buongiorno sono Samantha della Multi-drin, Samantha con l’H!!... la chiamo per dirle che lei è una persona fortunata… perchè….cosa?.. ammalata… a letto… abbandonata dal figlio… in campagna… le volevo dire di un viaggio alle Maldive…accidenti …..cosa pure la neve? Mhm … senta detto tra noi …fa proprio bene a rinunciare alle Maldive, lei che sta in campagna nel silenzio e senza dover volare per ore… per carità… fa proprio bene…..ascolti…non conosce nessuno che potrebbe interessare la cosa…cosa? suo figlio sta per sposarsi??…bhè potrebbe essere un buon motivo per riavvicinarsi a lui…sa occorre che lei faccia un piccolo acquisto di pentole delle quali sicuramente suo figlio avrà bisogno….cosa?…non ha soldi… se voglio mandarle un pò di soldi? come l’altra? uhm…no… senta signora Bianchi…facciamo così… io siccome ho una certa influenza sull’altra mia collega farò in modo che le mandi il vaglia,si… molto cospicuo… ma lei mi deve fare in cambio il contrattino ….
Facciamo il contratto? benissimo…grazie… le farò sapere.

Mentre Deborah, Jessika e Samantha stavano ballando al centro dello stanzone Marika telefonò al signor GIANALBERTO….

Marika - Pronto sig. Gianalberto… buongiorno!!! sono Marika della Multi-drin, Marika con la K!! la chiamo per quell’ abbonamento di telefonate erotiche a basso costo…. se lei fosse interessato….chi.??? Satànik?? no non conosco nessuna Satànik mi spiace….il solo nome mi fa paura…. perchè? beh sa io una volta ero una suora…. si si non la prendo in giro….ero una Carmelitana Scalza…. si di quelle che… che.. sono vestite tutte di nero si… una lunga tonaca nera… solo gli occhi scoperti…. una catena alla vita per rosario… si una lunga e grossa catena… poi i piedi nudi…si si certo nudi… vuole che glielo ridica? bho … va bhe… ebbene avevamo i piedi nudi e camminavamo quindi scalze per i sentieri del monastero… se ci facevamo male??…eh si purtroppo sanguinavamo sempre… si si a causa dei i sassi appuntiti e duri… esatto… lei ha immaginazione vedo…. si tanto sangue a volte…. pronto? pronto? sta bene? sento dei gemiti….pronto? ah eccolo…. tutto bene? benissimo??? sono contento per lei…e per quell’abbonamento alla linea erotica? Facciamo il contratto? benissimo … grazie… le farò sapere.

Le quattro telefoniste si radunarono al centro dello stanzone, stapparono una bottiglia di spumante
anche se ancora non era il quarto d’ora di pausa e brindarono all’inizio di mille di quei contratti
stipulati in quel giorno storico
FINE

Immagine tratta da
http://www.centroturano.it/images/callcenter.gif

Giulia - Epigramma
June 08, 2008 09:04 PM PDT
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Montale
Ossi di Seppia

Sbarbaro, estroso fanciullo, piega versicolori
carte e ne trae navicelle che affida alla fanghiglia
mobile d'un rigagno; vedile andarsene fuori.
Sii preveggente per lui, tu galantuomo che passi:
col tuo bastone raggiungi la delicata flottiglia,
che non si perda; guidala a un porticello di sassi.

immagine tratta da
http://www.jreese.it/images/Paintings/solitudine.jpg

Sophie - Harem 4/4
June 07, 2008 11:28 PM PDT
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Ultima parte di Harem tratto da
Afrodite
di
Isabel Allende

Sophie - Harem 3/4
June 07, 2008 10:27 PM PDT
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Di Isabel Allende

Sophie - Harem 2/4
June 04, 2008 08:47 AM PDT
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immagine tratta da

http://www.fortunecity.com/victorian/manet/196/odalische.jpg

Sophie - Harem 1/4
June 03, 2008 09:05 PM PDT
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dal testo di Isabel Allende
Afrodite

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Paolo - La morte si fuma i miei sigari
June 03, 2008 10:34 AM PDT
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di C. Bukowsky
La morte si fuma i miei sigari
Sai com'è: sono qui ubriaco ancora una volta e ascolto Chajkovskij alla radio.
Gesù, lo sentivo 47 anni fa quando ero uno scrittore morto di fame ed eccolo qui di nuovo ora io sono uno scrittore con un po' di successo e la morte va su e giù per questa stanza e si fuma i miei sigari beve qualche sorso del mio vino mentre il vecchio Pietro continua a darci dentro con la sua "Patetica", ho fatto un bel pezzo di strada e se ho avuto fortuna è perché ho tirato bene i dadi: ho fatto la fame per l'arte, ho fatto la fame per riuscire a guadagnare 5 dannati minuti, 5 ore, 5 giorni Volevo soltanto buttare giù qualche frase, il successo, il denaro non importavano: io volevo scrivere e loro volevano che stessi alla pressa meccanica, in fabbrica alla catena di montaggio volevano che facessi il fattorino in un grande magazzino. be', dice la morte, passandomi accanto, ti prenderò comunque, non importa quello che sei stato: scrittore, tassista, pappone, macellaio, paracadutista acrobatico, io ti prenderò... Okay, baby, le dico io. adesso ci beviamo qualcosa insieme mentre l'una di notte diventano le 2 e lei sola sa quando verrà il momento, ma oggi sono riuscito a fregarla: mi sono preso altri 5 dannati minuti e molto di più.

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Mithrius e Priscilla - seconda parte
June 01, 2008 09:12 PM PDT
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Ancora due lettere scritte da Mithrius e Priscilla in quel luongo periodo che li vide innamorati e lontani.

Voci di Masaniello e Asa

New Entry: Dina
May 29, 2008 01:01 PM PDT
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Non gioco più
Dina canta Mina

Celeste - Taci, anima stanca di godere
May 28, 2008 12:03 PM PDT
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Taci, anima stanca di godere
e di soffrire (all’uno e all’altro vai
rassegnata).
Nessuna voce tua odo se ascolto:
non di rimpianto per la miserabile
giovinezza, non d’ira o di speranza,
e neppure di tedio.
Giaci come
il corpo, ammutolita, tutta piena
d’una rassegnazione disperata.
Non ci stupiremmo,
non è vero, mia anima, se il cuore
si fermasse, sospeso se ci fosse
il fiato…
Invece camminiamo,
camminiamo io e te come sonnambuli.
E gli alberi sono alberi, le case
sono case, le donne
che passano son donne, e tutto è quello
che è, soltanto quel che è.
La vicenda di gioia e di dolore
non ci tocca. Perduto ha la voce
la sirena del mondo, e il mondo è un grande
deserto.
Nel deserto
io guardo con asciutti occhi me stesso.

(Camillo Sbarbaro)

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Musica: Ludovico Einaudi - Soltanto Un Ricordo

Mithrius - Ode All'Arabesco
May 27, 2008 10:07 PM PDT
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Pochesia
di
Carlo Peroni

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Masaniello - L'Omino Anticipato
May 26, 2008 09:01 PM PDT
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Di CARLO COLLODI

L'omino anticipato.
Ossia la storia di tutti quei ragazzi che vogliono parere uomini prima del tempo.

1. Il signor Gigino.

Quando lo conobbi io, aveva appena dieci anni. Di nome si chiamava Gigino.
Non era né bello né brutto. Aveva un par d'occhietti cerulei: i capelli biondissimi, d'un biondo chiaro come la stoppa: il naso un po' ritto e voltato in su e le gambe un tantino magre più del bisogno.
Nell'insieme, poteva dirsi un buon figliuolo. A scuola non faceva miracoli, ma il maestro mostravasi contento: in casa poi era il cucco della mamma e l'occhio diritto del babbo. Guai se le sorelle e i fratelli maggiori avessero torto un capello a Gigino! C'era da far nascere una specie di finimondo.
Volete che vi dica il più gran difetto di questo ragazzo? Durerete fatica a crederlo, eppure è così: il suo più gran difetto era quello di vergognarsi a passar per un ragazzo: voleva per forza parere un giovinotto, un uomo fatto!
A domandargli quanti anni avesse, per il solito rispondeva:
«Il babbo e la mamma dicono che ne ho dieci: ma lo dicono per farmi arrabbiare...»
«O dunque quanti anni hai?»
«A dir poco poco, ne devo avere dodici per i diciotto: un altr'anno sarò di leva...»
«Come fai a saperlo?»
«Chi può saperlo meglio di me? Gli anni sono miei, e nessuno me li può levare.»
Fatto sta che Gigino, mentre pretendeva di essere un giovinotto e un omino maturato prima del tempo, si dava a conoscere per un ragazzo più ragazzo di molti altri. Era bizzoso, capriccioso, svogliato, ghiotto di zucchero e di pasticcini: un po' bugiardo: prepotente e permaloso co' suoi compagni di scuola, e fanatico dei balocchi fino al segno di pigolare tutti i giorni qualche soldo per comprarsi un burattino o un cavallo di terra cotta col fischio nella coda.
Voi forse mi domanderete: «In qual modo, dunque, il signor Gigino mostrava questa sua gran passione di farsi credere un giovinotto?»
Ve lo dico subito: la sua passione stava tutta nel desiderio di potersi vestire da uomo, come il suo fratello maggiore che aveva oramai vent'anni compiti: vale a dire, invece del solito berrettino, avrebbe preferito un bel cappello a tuba: invece della giacchettina, un soprabito di panno nero, e invece della golettina rovesciata, che lascia libero il collo, un bel golettone ritto e inamidato, come il collare dei preti.

C - Caffè A Rapallo
May 25, 2008 10:47 AM PDT
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Di Montale
tratto da
Ossi di Seppia

Natale nel tepidario
lustrante, truccato dai fumi
che svolgono tazze, velato
tremore di lumi oltre i chiusi
cristalli, profili di femmine
nel grigio, tra lampi di gemme
e screzi di sete...
Son giunte
a queste native tue spiagge,
le nuove Sirene!; e qui manchi
Camillo, amico, tu storico
di cupidige e di brividi.

S'ode grande frastuono nella via.

È passata di fuori
l'indicibile musica
delle trombe di lama
e dei piattini arguti dei fanciulli:
è passata la musica innocente.

Un mondo gnomo ne andava
con strepere di muletti e di carriole,
tra un lagno di montoni
di cartapesta e un bagliare
di sciabole fasciate di stagnole.
Passarono i Generali
con le feluche di cartone
e impugnavano aste di torroni;
poi furono i gregari
con moccoli e lampioni,
e le tinnanti scatole
ch'ànno il suono più trito,
tenue rivo che incanta
l'animo dubitoso:
(meraviglioso udivo).

L'orda passò col rumore
d'una zampante greggia
che il tuono recente impaura.
L'accolse la pastura
che per noi più non verdeggia.

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Fernando - Ode al Dettagliante
May 24, 2008 11:53 PM PDT
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Pochesia
di
Carlo Peroni
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Lululele - Il mondo dei bruchi
May 24, 2008 12:28 AM PDT
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Il mondo dei bruchi

Ascanio Celestini

Nel mondo dei leoni viviamo da padroni
nella savana che è vasta, è pianura, è quasi padana
se vedo la preda l'acchiappo e l'ammazzo
me ne mangio un pezzo il resto lo porto dentro la tana
nel mondo dei leoni viviamo da padroni

Nel mondo dei pesci stai bene e non esci
tu pensi a nuotare nell'acqua del mare, lì fuori c'è gente e non te ne frega niente,
perché là di fuori, son solo dolori
nel mondo dei pesci stai bene e non esci

Nel mondo dei gatti ti stiri e ti gratti.
arriva il padrone, fai il gatto sornione e trovi una scusa per fargli le fusa.
fai tutta una scena e lui porta la cena, e quando è distratto gli rubi anche il letto.
nel mondo dei gatti ti stiri e ti gratti.

Nel mondo del bruco, arriva quel giorno che esco dal buco
che mi guardo attorno, il cielo è stellato, il buio l'immenso davanti al creato,
ma poi ci ripenso, ripenso ai pesci, stai bene e non esci ripenso ai gatti, ti stiri e ti gratti, ripenso ai leoni che sono i padroni, e penso e ripenso, che io sono il bruco e allora torno nel buco.

Immagine tratta da
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Karalice - Ho dimenticato come si fa l'amore
May 21, 2008 09:31 PM PDT
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Pagine Strappate - Aldo Cirri
May 20, 2008 10:16 AM PDT
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Pagine Strappate
di Aldo Cirri

PERSONAGGI :

VITTORIA - LA MADRE: (Antonella)
PACO - IL FIGLIO: (Paolo)
IL MEDICO LEGALE: (Giuseppe)
L’ASSISTENTE SOCIALE: (Celeste)

Questa registrazione è stata fatta in presa diretta tramite il programma Skype.

Prima sperimentazione di teatro virtuale.

Il testo è stato tratto dal sito
http://www.isoladialdo.it

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La gestione del tempo
May 18, 2008 03:29 AM PDT
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A cura del Dott. Enrico Parpaglione psicologo a Torino
Tratto dal blog Psicologica-Mente
http://www.psicologo.torino.it/

Voci di:
C
Masaniello
Asa

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http://personal3.iddeo.es/jorvila/imatges/dali526b2.jpg

Masaniello - i tre anelli
May 17, 2008 11:42 PM PDT
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I tre anelli
di Luigi Capuana

C'era una volta un sarto, che aveva tre figliuole, una più bella dell'altra. Sua moglie era morta da un pezzo, e lui si stillava il cervello per riuscire a maritarle. Le ragazze non avevano dote, e senza dote un marito è un po' difficile a trovarsi.
Un giorno questo povero padre pensò d'andarsene in una pianura e chiamare la Sorte:
- Sorte, o Sorte!
Gli apparve una vecchia, colla conocchia e col fuso:
- Perché mi hai tu chiamata?
- Ti ho chiamata per le mie figliuole.
- Menale qui ad una ad una; si sceglieranno la sorte colle loro mani.
Il buon uomo, tornato a casa tutto contento, disse alle figliuole:
- La vostra fortuna è trovata!
E raccontò ogni cosa. Allora la maggiore si fece avanti, ringalluzzita:
- La prima scelta tocca a me. Sceglierò il meglio!
Il giorno dopo, padre e figliuola si avviarono per quella pianura:
- Sorte, o Sorte!
Gli apparve una vecchia, colla conocchia e col fuso:
- Perché m'hai tu chiamata?
- Ecco la mia figliuola maggiore.
La vecchia cavò di tasca tre anelli, uno d'oro, uno d'argento, uno di ferro e li mise sulla palma della mano:
- Scegli, e Dio t'aiuti!
- Questo qui.
Naturalmente prese l'anello d'oro.
- Maestà, vi saluto!
La vecchia le fece un inchino e sparì.
Tornati a casa, la sorella maggiore, pavoneggiandosi, disse alle altre due:
- Diventerò Regina! E voi reggerete lo strascico del manto reale!
Il giorno dopo andò col padre l'altra figlia.
Comparve la vecchia colla conocchia e col fuso, e cavò di tasca due anelli, uno d'argento ed uno di ferro:
- Scegli, e Dio t'aiuti!
- Questo qui.
E, s'intende, prese quello d'argento.
- Principessa vi saluto!
La vecchia le fece un inchino e sparì.
Tornata a casa, quella disse alla maggiore:
- Se tu sarai Regina, io sarò Principessa!
E tutt'e due si diedero a canzonare la sorella minore:
- Che volete? Chi tardi arriva male alloggia. Dovea venire al mondo prima.
Lei zitta.
Il giorno dopo andò col padre la figliuola minore.
Comparve la vecchia colla conocchia e col fuso e cavò di tasca, come la prima volta, tre anelli, uno d'oro, uno d'argento e uno di ferro:
- Scegli, e Dio t'aiuti!
- Questo qui.
Con gran rabbia di suo padre, avea preso quello di ferro.
La vecchia non le disse nulla, e sparì.
Per la strada il sarto continuò a brontolare:
- Perché non quello d'oro?
- Il Signore m'ispirò così.
Le due sorelle, curiose, vennero ad incontrarla per le scale.
- Facci vedere! Facci vedere!
Come videro l'anello di ferro, si contorcevano dalle risa e la canzonavano. Saputo poi che lo avea scelto fra uno d'oro e uno d'argento, per grulla la presero e per grulla la lasciarono.
E lei, zitta.
Intanto si sparse la voce che le tre belle figliuole del sarto avevano gli anelli della buona sorte. Il Re del Portogallo dovea prender moglie e venne a vederle. Rimase ammaliato dalla maggiore:
- Siate Regina del Portogallo!
La sposò con grandi feste e la menò via.
Poco dopo venne un Principe. Rimase ammaliato dalla seconda.
- Siate Principessa!
La sposò con grandi feste e la menò via.
Restava l'ultima. Non la chiedeva nessuno.
Un giorno, finalmente, si presentò un pecoraio:
- Volete darmi questa figliuola?
Il sarto, che ne aveva una Regina ed una Principessa, era montato in superbia e rispose:
- Il pecoraio, scusate, noi per ora ce l'abbiamo.
Stava per passare un altr'anno. La minore restava sempre in casa, e il padre non faceva altro che brontolare giorno e notte:
- Le stava bene, stupidona! Sarebbe rimasta in un canto, con quel suo anello di ferro.
E all'anno appunto, tornò a presentarsi il pecoraio:
- Volete darmi quella figliuola?
- Prendila - rispose il sarto. - Non si merita altro!
Si sposarono, senza feste e senza nulla, e la menò via.
Allora il sarto disse:
- Voglio andar a visitare la mia figliuola Regina.
La trovò che piangeva.
- Che cos'hai, figliuola mia?
- Sono disgraziata! Il Re vorrebbe un figliuolo, ed io non posso farne. I figliuoli li dà Dio.
- Ma l'anello della buona fortuna non giova a nulla?
- Non giova a nulla. Il Re mi ha detto: "Se fra un anno non avrò un figliuolo, guai a te!". Son certa, babbo mio, che mi farà tagliar la testa.
Quel povero padre, come potea rimediare? E partì per far visita alla figliuola Principessa. La trovò che piangeva.
- Che cos'hai, figliuola mia?
- Sono disgraziata! Tutti i figliuoli che faccio mi muoiono dopo due giorni.
- E l'anello della buona fortuna non giova a nulla?
- Non giova a nulla. Il Principe mi ha detto: "Se questo che hai nel seno morrà anche lui, guai a te!". Son certa, babbo mio, che mi farà scacciar di casa!
Quel povero padre che potea farci? E partì.
Per via gli nacque il pensiero d'andar a vedere l'altra figliuola, quella del pecoraio. Ma aveva vergogna di presentarsi. Si travestì da mercante, prese con sé quattro ninnoli da vendere e, cammina, cammina, arrivò finalmente in quelle contrade lontane.
Vide un magnifico palazzo stralucente, e domandò a chi appartenesse.
- È il palazzo del re Sole.
Mentre stava lì a guardare, stupito, sentì chiamarsi da una finestra:
- Mercante, se portate bella roba, montate su. La Regina vuol comprare.
Montò su, e chi era mai la Regina? La sua figliuola minore, la moglie del pecoraio. Quello rimase di sasso; non potea neppure aprir le cassette degli oggetti da vendere.
- Vi sentite male, poverino? - gli disse la Regina.
- Figliuola mia, sono tuo padre! E ti chiedo perdono!
Lei, che l'aveva riconosciuto, non permise che le si gettasse ai piedi, e lo ricevé tra le braccia:
- Siate il ben venuto! Ho dimenticato ogni cosa. Mangiate e bevete, ma prima di sera andate via. Se re Sole vi trovasse, rimarreste incenerito.
Dopo che quello ebbe mangiato e bevuto, la figliuola gli disse:
- Questi doni son per voi. Questa nocciuola è per la sorella maggiore: questa boccettina di acqua per l'altra. La nocciuola, dee inghiottirsela col guscio; l'acqua, dee berne una stilla al giorno, non più. E che badino, babbo!
Quando le due sorelle intesero la bella fortuna toccata alla minore e videro quella sorta di regali che loro inviava, arsero d'invidia e di dispetto:
- Si beffava di loro con quella nocciuola e con quell'acqua!
La maggiore buttò la nocciuola in terra, e la pestò col calcagno. La nocciuola schizzò sangue. C'era dentro un bambino piccino piccino: lei gli aveva schiacciata la testa!
Il Re, visto quell'atto di superbia e il bambino schiacciato:
- Olà! - gridò - levatemela d'innanzi; mozzatele il capo!
E, senza pietà né misericordia, la fece mettere a morte.
L'altra, nello stesso tempo, avea cavato il turacciolo alla boccetta e, affacciatasi a una finestra, n'avea versata tutta l'acqua.
Sotto la finestra passavano dei ragazzi che trascinavano un gatto morto. L'acqua cadde su questo, e il gatto risuscitò.
- Ah, scellerata! - urlò il Principe. - Hai tolto la sorte ai nostri figliuoli!
E in quel momento di furore, la strangolò colle sue mani.
Il babbo tornò dalla figliuola minore, e raccontò, piangendo, quelle disgrazie.
- Babbo mio, mangiate e bevete, e prima di sera andate via. Se re Sole vi trovasse, rimarreste incenerito. Appena avrò buone notizie, vi manderò a chiamare.
La sera tornò re Sole, e lei gli domandò:
- Maestà, che cosa avete visto nel vostro viaggio?
- Ho visto tagliar la testa a una Regina e strangolare una Principessa. Se lo meritavano.
- Ah, Maestà, eran le mie sorelle! Ma voi potete risuscitarle; non mi negate questa grazia!
- Vedremo! - rispose re Sole.
Il giorno dopo, appena fu giunto nel luogo dov'era seppellita la Regina, picchiò sulla fossa e disse:
- Tu che stai sotto terra,
Mi manda la tua sorella;
Se dal buio volessi uscire,
Del mal fatto ti déi pentire.
- Rispondo a mia sorella:
Sto bene sotto terra.
Dio gli dia male e malanno!
Vo' la nuova avanti l'anno!
- Resta lì, donnaccia infame!
E il re Sole continuò il suo viaggio. Arrivato dov'era stata sepolta la Principessa, picchiò sulla fossa e disse:
- Tu che stai sotto terra,
Mi manda la tua sorella;
Se vuoi tornare da morte a vita,
Del mal fatto sii pentita!
- Rispondo a mia sorella:
Sto bene sotto terra.
Male occulto o mal palese,
Vo' la nuova avanti un mese!
Resta lì, donnaccia infame!
Re Sole continuò il suo viaggio, e quelle due sorelle se le mangiarono i vermi.
Stretta è la foglia, larga è la via.
Dite la vostra, ché ho detto la mia.

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Lululele e Terry - Il tramonto
May 16, 2008 08:09 PM PDT
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Pensieri davanti alla bellezza della natura.

Ed ecco l’orizonte, i suoi colori accesi,

rosa che di violetto spera,

verde cangiante col grigio in su la barba,

talvolta rosso che di passione avvolge.

E tu piccola nube che ti protendi austera,

riflessi che che dorati vicino al sol morente,

che tutti i giorni fa e scomparisce,

con grappoli di passeri che ciarlano sui pioppi;

è sera.

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http://www.accademiadeisensi.com

Masaniello .Studiosamente: La Paura
May 15, 2008 09:15 PM PDT

Rubrica di psicologia

Lululele e Terry - Something!
May 13, 2008 10:11 PM PDT
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I TAROCCHI MAGICI - SECONDA PARTE
May 11, 2008 06:39 AM PDT

Testo di Paolo

Angelic: Celeste
Una cosultante: Sgrufoletta (Antonella)
Il Narratore: Mithrius
La Papessa: Antonella (Sgrufoletta)
La Morte: Masaniello
Il Matto: TaraK
L' Imperatrice: Karalice
Il Consultante: C

I TAROCCHI MAGICI - PRIMA PARTE
May 11, 2008 06:02 AM PDT
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Testo di Paolo
Voci:
Celeste
Antonella
Karalice
Tarak
C
Masaniello
Paolo
Mithrius

..............................

Paolo - Il piccolo principe 1 capitolo
May 09, 2008 09:35 PM PDT
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di
Antoine Marie Roger de Saint-Exupéry

Primo Capitolo

Un tempo lontano, quando avevo sei anni, in un libro sulle foreste primordiali, intitolato “Storie vissute della natura”, vidi un magnifico disegno.
Rappresentava un serpente boa nell’atto di inghiottire un animale.
Eccovi la copia del disegno.
C’era scritto: “I boa ingoiano la loro preda tutta intera, senza masticarla.
Dopo di che non riescono piu’ a muoversi e dormono durante i sei mesi che la digestione richiede”.
Meditai a lungo sulle avventure della jungla.
E a mia volta riuscii a tracciare il mio primo disegno.
Il mio disegno numero uno. Era cosi’:

Mostrai il mio capolavoro alle persone grandi, domandando se il disegno li spaventava.
Ma mi risposero: “ Spaventare? Perche’ mai, uno dovrebbe essere spaventato da un cappello?” .
Il mio disegno non era il disegno di un cappello.
Era il disegno di un boa che digeriva un elefante.
Affinche’ vedessero chiaramente che cos’era, disegnai l’interno del boa.
Bisogna sempre spiegargliele le cose, ai grandi.
Il mio disegno numero due si presentava cosi’:

Questa volta mi risposero di lasciare da parte i boa, sia di fuori che di dentro, e di applicarmi invece alla geografia, alla storia, all’aritmetica e alla grammatica.
Fu cosi’ che a sei anni io rinunziai a quella che avrebbe potuto essere la mia gloriosa carriera di pittore.
Il fallimento del mio disegno numero uno e del mio disegno numero due mi aveva disarmato.
I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano a spiegargli tutto ogni volta.
Allora scelsi un’altra professione e imparai a pilotare gli aeroplani.
Ho volato un po’ sopra tutto il mondo: e veramente la geografia mi e’ stata molto utile.
A colpo d’occhio posso distinguere la Cina dall’Arizona, e se uno si perde nella notte, questa sapienza e’ di grande aiuto.

Ho conosciuto molte persone importanti nella mia vita, ho vissuto a lungo in mezzo ai grandi.
Li ho conosciuti intimamente, li ho osservati proprio da vicino.
Ma l’opinione che avevo di loro non e’ molto migliorata.
Quando ne incontravo uno che mi sembrava di mente aperta, tentavo l’esperimento del mio disegno numero uno, che ho sempre conservato.
Cercavo di capire cosi’ se era veramente una persona comprensiva.
Ma, chiunque fosse, uomo o donna, mi rispondeva: “E’ un cappello”.
E allora non parlavo di boa, di foreste primitive, di stelle.
Mi abbassavo al suo livello. Gli parlavo di bridge, di golf, di politica, di cravatte.
E lui era tutto soddisfatto di avere incontrato un uomo tanto sensibile.

Fabrizio - Li discorZi
May 08, 2008 09:25 PM PDT
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sonetto di G.G.Belli
in vernacolo romanesco

Celeste - Pensieri Binari
May 07, 2008 08:52 PM PDT
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Tratto dal Blog
Voci dal Sottosuolo
di Tuathade

http://blog.libero.it/tuathade

Karalice - il mio fiume
May 06, 2008 11:29 AM PDT

Era un strana creatura
immersa in un atmosfera surreale,
sembrava conoscere ogni verità
sembrava conoscere i segreti di una vita felice
gli chiesi di indicarmi la strada
che conducesse al fiume con la corrente più forte
forte tanto da portare via con sé tutti le mie
angosce , i miei tormenti , i rimpianti
le paure, i risentimenti,
tanto forte da lavare via tutti quei pesi;
pesi che mi piegano la testa
permettendomi di vedere
solo la terra che calpesto
senza godere degli orizzonti
pesi che fanno tremare le mie gambe
costringendomi a camminare
quando vorrei correre.
La strana creature mi chiese : ma tu, cosa vuoi dalla vita?
Nulla e tutto , questo voglio,
ma so di non poterlo avere
Mi disse : sei fuoco e passione
sei emozione e sentimenti,
sei l’aria che respiri,
i minuti le ore e i giorni che vivi,
perchè non li vedi?
Aspettava la mia risposta
offrendomi le sue braccia,
dentro le quali, tutto perdeva di importanza.
Solo allora capii che non era di questo mondo
Nessuno te lo può indicare mi disse
Solo tu la puoi trovare ,
Sola lo devi cercare.
Sola ero , e sola di nuovo mi ritrovo
In mezzo a una folla di persone che mi indicano
false mete , falsi percorsi
Cerco la mia strada senza sapere dove conduce
e se conduce
Ma con la speranza e la forza
di trovare il mio fiume. .

L'ascensore
May 04, 2008 12:42 PM PDT
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Testo scritto da Paolo
Interpreti in rigoroso ordine di apparizione vocale
Mithrius
Paolo
Sophie
Masaniello
Celeste
C

Karalice
Sgrufoletta
Fabrizio

Masaniello - Ancora un giorno e una notte vorrei
May 03, 2008 10:56 PM PDT
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Ancora un giorno e una notte vorrei insieme a te, mia bella e dolce amata: tremante tra sussurri avvolgerei

Ancor la tua anima appassionata, che tanto coraggio ha saputo darmi ogni volta che bisogno n’ho avuto.

Mi manchi adesso che sono senz’armi ancorché solo mi trovo e sbattuto: t’amo, Tesoro, ma pur non saprei ora che dire, che far di compiuto.

Tanto fiacca la mia anima indomata nuova diverrà, ma senz’altro aiuto: altre volte da se s’è rinnovata.

Tuo tornerò se vorrai aspettarmi.

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ASA - Lettera immaginaria
May 03, 2008 01:45 AM PDT
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Tratta del blog di TUATHADE
VOCI DAL SOTTOSUOLO
http://blog.libero.it/tuathade

C - Falsetto
May 02, 2008 11:03 AM PDT

da Ossi di Seppia di Montale

Fabrizio -Piazza Navona
April 30, 2008 01:24 AM PDT
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Sonetto in romanesco

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Antonella - Ode al Riso
April 28, 2008 11:21 PM PDT
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Pochesie
di Carlo Peroni

ODE AL RISO
Mi piace il riso
di un bel bambino.
Mi piace il riso
di una donna.
Mi piace il riso
di un nonnino.
Mi piace il riso
comunque sia
anche sul piatto
di casa mia.

Lululele - Here, There and Everywhere
April 28, 2008 01:33 AM PDT
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Lululele e la sua fedele Terry

Paolo - La Stella
April 27, 2008 07:23 AM PDT
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C - I limoni
April 25, 2008 11:30 PM PDT
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Poesia di Montale

Ascoltami , i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati : bossi ligustri o acanti .
Io , per me , amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla :
le viuzze che seguono I ciglioni ,
discendono tra I ciuffi delle canne
e mettono negli orti , tra gli alberi dei limoni .

Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spegono inghiottite dall'azzurro :
più chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove ,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta .
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra ,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni .

Vedi , in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura ,
il punto morto del mondo , l'anello che non tiene ,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verità .
Lo sguardo frugal d'intorno ,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno più languisce .
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinità

Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle città rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi , in alto , tra le cimase .
La pioggia stanca la terra , di poi ; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case ,
la luce si fa avara – amara l'anima .
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si scrosiano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità .

Fabrizio - Dove cercherete la bellezza?
April 24, 2008 08:57 PM PDT
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Kahlil Gibran

Masaniello - I tre cedri 3/3
April 23, 2008 09:42 PM PDT

Dopo poco tempo, con un corteo di dame e cavalieri, arrivò il principe Francesco, che trovando la brutta serva nera dove aveva lasciato la candida fata, rimase a lungo senza fiato. Poi prese a lamentarsi della sua disgrazia, perché quando credeva di aver raggiunto il suo paradiso dopo tanto peregrinare, si sentiva all'inferno, e mentre credeva di unirsi per sempre alla fata del suo cuore gli toccava una schiava così brutta che nessuno avrebbe voluto vederla.
Ma la donna nera gli disse: "Ehi, principe! sta' buono, io sono fatata: un anno lo passo chiara e un anno lo passo scura".
Il povero Francesco, visto che non c'era rimedio, mandò giù questo boccone amaro, e, fatta scendere dal cedro la schiava nera, la vestì, l'adornò da regina, e la condusse a palazzo in pompa magna.
Quando la videro il re e la regina, si dissero che il loro unico figlio aveva viaggiato come un pazzo, per il mondo intero, per trovare una colomba bianca, e poi aveva portato a casa una cornacchia nera. Ma comunque, come avevano stabilito, rinunciarono al regno, e il principe Francesco ascese al trono mettendo la corona d'oro sul capo di una regina nera come il carbone.
Si preparavano grandi festeggiamenti per le nozze, e mentre il cuoco, le fantesche e gli sguatteri correvano per le cucine reali spennando oche grasse, frollando fagiani, marinando cinghiali e caprioli, mescolando creme e besciamelle, montando panna e chiare d'uovo, tritando noci, mandorle, pinoli e canditi, una colombella bianca entrò da una finestra della cucina e disse:

Cuoco che cuoci da mane a sera,
cosa fa il re con la donna nera?

Dapprima il cuoco non ci fece caso, ma la colombina tornò poco dopo, e quando lo fece per la terza volta, ripetendo sempre le stesse parole, il cuoco corse a tavola per raccontare di questa apparizione sorprendente.
Appena sentì, la regina nera ordinò che la colomba fosse immediatamente catturata, spennata e gratinata in padella. Allora il cuoco si diede da fare, finché acchiappò la colombella, e, eseguendo l'ordine, le tirò il collo, la tuffò nell'acqua bollente per spennarla meglio, e la mise al fuoco. Buttò l'acqua e le penne nel vaso che stava su un balconcino, e dopo tre giorni spuntò un ramo di cedro che cresceva a vista d'occhio: il re affacciandosi a una finestra da quella parte vide il bell'albero che prima non c'era, e cominciò a domandare chi l'avesse piantato.
Il cuoco gli raccontò tutta la meravigliosa storia della colombella, e il re Francesco, sospettando qualcosa, gli ordinò:
"Nessuno osi toccare questa pianta, pena la vita! e fa' in modo che sia ben curata, di tutto punto!".
Dopo pochi giorni apparvero tra i rami tre cedri come quelli che gli aveva dato l'orca: il re aspettò che fossero ben maturi, li colse, si chiuse in camera sua con una grande coppa d'acqua fresca, e, con il solito coltello che portava sempre alla cintura, cominciò a tagliare.
Col primo cedro e col secondo gli capitò come l'altra volta, ma la terza volta fu pronto a dare l'acqua alla fanciulla nello stesso istante in cui gliela chiedeva, e gli rimase fra le braccia la più bella, uguale all'immagine che aveva sempre nel cuore, bianca come la ricotta e rossa come il suo sangue.
Era la stessa fata che aveva lasciato sull'albero, e gli raccontò tutto il male che le aveva fatto la schiava nera.
Nessuno riuscirebbe a raccontare l'allegria e la soddisfazione di Francesco, che non riusciva a stare nella pelle dalla contentezza, e non avrebbe mai smesso di abbracciare e di baciare la fata rinata dal cedro. Poi le fece indossare una veste regale, le pose un prezioso diadema sui biondi capelli, la prese per mano e la portò nel salone dove erano riuniti tutti i cortigiani per festeggiare le nozze. Li chiamò uno a uno, chiedendo loro:
"Ditemi, che pena dareste a chi facesse del male a questa meravigliosa creatura?".
I cortigiani e tutti i nobili invitati rispondevano che se qualcuno le avesse fatto del male avrebbe meritato una corda intorno al collo, o una sassaiola mortale, o un veleno, o il rogo, o di essere messo in una botte chiodata e rotolato lungo una montagna, o di essere buttato in mare con una pietra al collo.
Infine il re lo chiese alla regina nera, e lei rispose: "Meriterebbe di essere bruciata e le sue ceneri andrebbero buttate dalla cima della torre!".
"Tu hai pronunciato la tua condanna", disse il re Francesco, "è proprio questa la fanciulla che hai infilzato con lo spillone, è lei la colombella che hai fatto sgozzare e gratinare! chi fa il male, il male aspetti".

Lululele - Why Don't We Do It In The Road
April 21, 2008 08:16 PM PDT
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Non cammineremo nel timore l’uno dell’altro.

Non sprofonderemo in un epoca di follia, se ci affideremo alla nostra storia e alla nostra cultura.

E terremo a mente che non discendiamo da uomini timorosi.

Da uomini che avevano paura di scrivere, di riunirsi, di parlare e di difendere con passione cause che erano impopolari.

Possiamo negare la nostra eredità e la nostra storia, ma non possiamo sfuggire alle conseguenze di questo nostro atto.

Ci proclamiamo e in effetti lo siamo, difensori della libertà ovunque essa continua a esistere nel mondo.

Ma non possiamo difenderla altrove se a casa nostra la calpestiamo.

E di chi è la colpa !

Cassio aveva ragione : “ La colpa, caro bruto, non è nelle nostre stelle ma in noi stessi la nostra storia sarà quella che noi vogliamo che sia “

Immagine tratta da
http://i170.photobucket.com/albums/u274/jakubka/freedom-1.jpg

Fabrizio - Auguri ritardatari!
April 21, 2008 08:45 AM PDT
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Ancora un augurio per la giovane Accademia dei Sensi.

Paolo - Canzone del Maschio e della Femmina
April 20, 2008 09:45 PM PDT
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Di
PABLO NERUDA

immagine tratta da

http://www.utenti.lycos.it/ladyravens/img/Passion11.jpg

Tony - Ode all'Ode
April 20, 2008 07:26 AM PDT
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POCHESIE di CARLO PERONI

ODE ALL'ODE
Odo l'ode,
odo l'odore,
odo le mode,
odo la lode
delle uova sode.
Ma quando odo
in questo modo
un'ode all'ode
dico che l'ode
forse é una frode..

immagine tratta da
http://www.lambiek.net/artists/p/peroni_carlo/peroni_nostradamus.gif

Masa e Asa: Tra un bicchiere e l'altro
April 19, 2008 12:22 PM PDT
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Tratto dal Blog
Voci dal Sottosuolo
di TUATHADE

http://blog.libero.it/tuathade

Intervista a JO DRILL noto attore Hard Core
April 18, 2008 12:14 AM PDT
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[GEMITI CONTINUI DI SOTTOFONDO]
Pamela: Salve sono Pamela Record l' inviata speciale di Accademia dei Sensi per il suo primo anniversario di fondazione.Per l'occasione sono qui per intervistare uno dei recenti accademici che si sono uniti a noi,parlo di JoDrill,attore di film di 'nicchia' ma pero' molto famoso nel suo ambiente artistico.
Ecco sono negli studi della casa cinematografica, sulla scena dove si sta girando un film
che ricorda a tutti l'impermanenza del tempo e come ne siamo coinvolti..il titolo mi dicono
e' . 'Il tempo passa..ma io sono sicuro che alla fine verro’...' .
Sul set in questo momento sono impegnati ehm...due? forse tre attori,,,non si distingue
bene...si.. ci sono il nostro JoDrill (almeno credo) e due partner femminili...
Mi avvicino a loro....'scusi signor JoDrill potrebbe staccarsi,,,ehm cioe' potrebbe interrompere
la sua scena per una breve intervista?'
ecco che il terzetto impegnato ad interpretare il copione si ferma, ed una delle due figure
femminili ancora in abito di scena (si fa per dire..) mi si sta avvicinando...
Buongiorno signorina...ehm...ma cosa fa? ferma? mi sgualcisce la gonna...accidenti...ferma ..mi sta rompendo
la camicetta...no… no.. ferma sono di trina ...accidenti ecco…lo sapevo che non ci dovevo venire e dovevo mandarci Karalice al posto mio...e non ho neanche l'indennita' di infortuni sul lavoro...

Regista: scusi signorina cosa fa li in mezzo al set senza fare niente? E’ pronta ?

Pamela: pronta per cosa?????

Regista: bhe chi e’ sul set in abito da scena deve per forza recitare la sua parte…..mi faccia sentire la voce…dica tutte le consonanti estendendole e poi mi faccia ‘sssssiiiiiiiiiiiiiiiiiii’ ‘ohhhhhhhhsiiiiiiiii’ su veloce che non abbiamo tempo da perdere…se no poi mi sfugge l’ispirazione creativa e non riesco piu’ ad andare avanti nella regia…….

Pamela: Ah lei e’ il regista….bene io non sono quello che pensa c’e’ un equivoco,una delle vostre ‘attrici’ mi ha spogliato senza dirmi niente ed adesso mi trovo cosi’,,,,ma io sono qui per Jodrill

Regista: Ah capisco una sua ennesima fan…..fanno tutte cosi’ si spogliamo e si catapultano sul set gettandosi in una scena qualsiasi di Jo,anche senza sapere la parte,tutto questo per farsi notare da lui e da me.
SI VERGOGNI SIGNORINA!!! Qui siamo tutte persone serie,che lavorano per ore ed ore senza posa, rifanno le scene se sono venute male,ripassano infinite volte i copioni,si emozionano nel recitare…. si e’ proprio cosi’ (piagnucola) si emozionano ancora nel recitare la loro parte…come se fosse la prima volta.
E lei si permette di creare scompiglio in questo ambiente artistico..lei e’ una esibizionista!!!! Si vergogni e poi si riordini un po’,per favore!! e’ tutta spettinata non si e’ vista?????

Pamela: argggggggggghhhhhh basta non ne posso piu’ io sono PAAAAmelaaa!!! e sono una intervistatrice di Accademia!!!!!

Regista : Bhe ‘ se e’ cosi’ bastava dirlo…..senza fare queste pantomime.... ehi Jo…vieni qui smetti un attimo di ripassare il copione,c’e’ una signorina per te…..comunque, Paaameeelaaa se lo lasci dire,io una pettinatina me la darei……
Arrivederci e se poi vuole cambiare lavoro mi telefoni pure,che le faccio fare una audizione privata.

Pamela : vada al diavolo…….sto per avere una crisi di nervi……

JoDrill : Buongiorno signorina...la sua persona non mi ricorda nessuna che conosco,specialmente per quel suo buffo neo vicino all’inguine...ma la sua voce si… mi sembra di averla gia' sentita....

Pamela: a proposito di voce...la sua e' veramente come dire 'particolare' anche per il lavoro che svolge...

JoDrill: Davvero?Nessuno me l'aveva mai detto...bho di solito fanno altri apprezzamenti...comunque lei
e' stata mandata da Accademia lo so,sono molto contento di partecipare su quel sito web
sono tutti bravissimi e in special modo quell’accademico…come si chiama? ah si ..Paolo,veramente
bravissimo e sicuramente dotato artisticamente come me.
Ho partecipato anche al corso utilIissimo di dizione di c-group e grazie alla sua freguentazione adesso nelle scene piu’ impegnative riesco a dire le vocali in maniera giusta …aperte o chiuse a seconda..
Poi mi ricordo di Karalice a cui devo fare una visitina ‘professionale’ prima o poi per fargli un po di tutoraggio.
Ma Pamela..

Pamela: Paaaamelaaa, Paaaamela Readers.

JoDrill: SI…….appunto….. la vedo un po’ contratta..ripiegata su se stessa…si rilassi non deve temere,e’ fra amici.

Pamela: Grazie,ma preferisco stare cosi’…tanto non ho bisogno delle mani per intervistarla..il registratore e’ gia’ in funzione…allora mi dica dei suoi progetti futuri….

Pamela : Ma ma…..lei chi e’ ???

Truccatrice pubica: sono Vanessa la truccatrice-parrucchiera del set e lei mi appare alquanto spettinata….

Pamela: Spettinata??? Continuate tutti a dirmi che sono spettinata…..ma se sono andata dal parrucchiere stamattina?

Truccatrice pubica: ma nooo io sono una truccatrice pubica…cosa ha capito?? Su su si faccia pettinare un po’…occorre che le attrici siano perfette sotto il punto di vista interpretativo,se no la storia viene male eil regista si incavola…….
Pamela: ma stiamo scherzando???? Non si azzardi a toccarmi ho… ho…. la graffio…..

Truccatrice pubica: Io non capisco la sua ritrosia..il signor JoDrill e’ cosi’ contento quando lo pettino…a proposito JO…dopo mi occupo anche di te,,,,la solita divisa nel mezzo va bene?
Su lei…venga qui che la riordino un po’…..se non avesse ancora capito…….

Pamela: ho capito benissimo e si allontani da me immediatamente o urlo

Truccatrice pubica: Va bene va bene cocchina….quante arie..mica ce l’hai d’oro……ciao ciao

Jodrill. Grazie Vanessa a dopo,ma continuamo l’intervista,Bhe’ in futuro faro’ qualche altra particina nei prossimi film della mia casa cinematografica ‘Trivella perenne’ mmm mi faccia ricordare…. sono in programma:
’A Casablanca,gli uccelli non volano’ poi ‘Alla ricerca del punto G’ poi ‘Gnocche al vento’ poi
‘Indovina chi viene..dopocena?’ ‘Mamma ho perso la spirale’ e poi,,,’The gay after tomorrow’ ‘Harry Fotter e le compagne di banco’ ed altri…poi vorrei impegnarmi anche in Accademia,appunto facendo un tutoraggio per le sole accademiche,per ‘affinarle’ all’arte e renderle piu’ disinibite nella recitazione..ho de bei copioni da proporre per esempio a Sgrufoletta oppure a Celeste ..insomma a tutte colore che avranno passione e desiderio di migliorarsi.

Pamela: capisco …da parte sua e’un gesto veramente generoso e lodevole,ma per i maschietti niente?

Jodrill: Uhm….per loro ho pensato al mio amico attore anche lui…Kunta Kinte appena avra’ ultimato il suo film
‘Buana badrone bianco,ma cosa mi stai facendo?’ sono sicuro che sara’ contento di mostrare a loro tutto il suo grandeeeee talento.

Pamela: Bene termina qui..l’intervista,anche perche’ ci sono troppi spifferi qui..ed ho paura di beccarmi ‘qualcosa’,ti ringraziamo ancora Jo e alla prossima…

Jodrill: Grazie a te ,e auguri di nuovo all’ Accademia…poi visto che secondo me hai delle buone capacita’ artistiche ed espressive,quasi quasi adesso ti insegno qualcosa del mio repertorio….
Pamela: Fantastico Jo non avevo il coraggio di chiedertelo,allora chiudo qui l’intervista ed incominciamo subito…
(GEMITI DI SOTTOFONDO]
FINE
Immagine tratta da
http://scarycute.blogspot.com/2007/05/hard-core.html

Masaniello - Accendi i tuoi Sensi
April 17, 2008 01:48 PM PDT
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Tarak - Auguri Accademia
April 17, 2008 01:21 PM PDT
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Sophie - Affinità elettive
April 17, 2008 12:12 PM PDT
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Fernando - Buon Compleanno Accademia dei Sensi
April 17, 2008 10:45 AM PDT
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Giuda - Le ragioni dello scrivere
April 17, 2008 08:58 AM PDT
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Karalice - Per me Accademia è....
April 17, 2008 05:55 AM PDT
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Tony - I migliori auguri per Accademia dei Sensi
April 17, 2008 05:25 AM PDT
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Mitrhius- Auguri Accademia
April 17, 2008 01:39 AM PDT
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C - Quasi una fantasia
April 16, 2008 08:41 PM PDT
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Di Eugenio Montale

Paolo - Rispetto per me stesso
April 15, 2008 09:24 PM PDT
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di
Stefano D'Agostino

Lululele - Li hanno uccisi
April 14, 2008 08:15 PM PDT
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Un uomo la dedica a Karalice
April 13, 2008 08:59 PM PDT
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CARMEN

Antonella - Stella sul naso
April 12, 2008 09:25 PM PDT
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Il brano potete ascoltarlo anche sui seguenti blog

ghiaccioinside.splinder.com
papoff.splinder.com

immagine tratta da
http://www.theabyss.it/paintings/farfalla.JPG

Iron John - Ode all'intransigente
April 11, 2008 11:59 PM PDT
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POCHESIE di CARLO PERONI
www.perogatt.com

ODE ALL'INTRANSIGENTE
L'intransigente
usa sbreccare
le tracce del poggiolo
monacale
mentre si bea
nel suo bieco torpore.

immagine tratta da
http://www.vivercidades.org.br/publique222/media/designis_Intransigente.jpg

Giuda - Yersinosi
April 10, 2008 10:23 PM PDT
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immagine tratta da
http://www.agriturismogulliver.com/images/maiale_homepage.gif

Karalice - Il fiore d'inverno
April 09, 2008 09:15 PM PDT
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Tratto dal blog di
Libera Eva

C - Catullo
April 09, 2008 02:05 PM PDT
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Fabrizio - Sei tutta di spume sottili
April 07, 2008 08:53 PM PDT
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Un'altra splendida poesia di Neruda

Sei tutta spume...

Sete di te m'incalza nelle notti affamate.
Sei tutta spume agili e leggere
e i baci ti percorrono e t'irrigano i giorni.
Il mio gesto, la mia ansietà, pendono dal tuo sguardo.
Vaso di risonanze e di stelle prigioniere.
Son stanco, tutte le foglie cadono, muoiono.
Cadono, muoiono gli uccelli. Cadono, muoiono le vite.
Stanco, son stanco. Vieni, desiderami, fammi vibrare.
Oh, mia povera illusione, mia accesa ghirlanda!
L'ansia cade, muore. Cade, muore il desiderio.
Cadono, muoiono le fiamme nella notte infinita.

Fiammata di luci, colomba di crete bionde,
liberami da questa notte che incalza e distrugge.

Sommergimi nel tuo nido di vertigine e di carezza.
Desiderami, trattienimi.
L'ebbrezza all'ombra fiorita dei tuoi occhi,
le cadute, i trionfi, gli sbalzi della febbre.
Amami, amami, amami.
In piedi ti grido! Amami.
Infrango la mia voce gridandoti e faccio ore di fuoco
nella notte pregna di stelle e di levrieri.
Infrango la mia voce e grido. Donna, amami, desiderami.
La mia voce arde nei venti, la mia voce che cade e muore.

Stanco. Son stanco. Fuggi. Allontanati. Estinguiti.
Non imprigionare la mia sterile testa tra le tue mani.
Mi segnino la fronte le fruste del gelo.
La mia inquietudine si sferzi con i venti dell'Atlantico.
Fuggi. Allontanati. Estinguiti. La mia anima deve star sola.
Deve crocifiggersi, sbriciolarsi, rotolare,
versarsi, contaminarsi sola,
aperta alla marea dei pianti,
ardendo nel ciclone delle furie,
eretta tra i monti e tra gli uccelli,
distruggersi, sterminarsi sola,
abbandonata e unica come un faro di spavento.

Mithrius - Per te
April 06, 2008 08:56 PM PDT
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Antonella - Lo farò
April 05, 2008 10:09 PM PDT
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Lululele - Nella casa del ladro
April 05, 2008 11:01 AM PDT
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Emanuele Filiberto di Savoia ha recentemente dichiarato che "L'Italia è un paese pronto per una monarchia costituzionale". In considerazione di questa dichiarazione del principe, volevamo dedicare questa canzone a Gaetano Bresci, tessitore, anarchico e uccisore di re.

Nella casa del ladro

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
Mi guardo intorno nella casa del ladro: è tutto rubato
Pure l'aria che adesso respiro con il fiato corto
è frutto di un furto.

Quando un ladro trova un ladro dentro casa non è mica contento
E difatti quel ladro mi vede e mi dice: "stai attento"
Lui mi dice: "guardami bene, io non sono ladro soltanto.
Io sono il padrone."

Non sappia l'occhio destro quel che guarda il sinistro
Taccia la bocca memore di quel che ha visto
Che io mi muovo adesso, prima che sia mattino
Nessuno spia il mio passo sotto il cielo turchino.

Ma io dico che suonare un sonaglio davanti un serpente
Io dico che pure il serpente, pure quello, si pente
E capisce che sputare veleno per tutta una vita
non è servito a niente.

Ma il padrone è una cosa diversa, è uno strano serpente
Il padrone è una cosa diversa, è una bestia curiosa
Lui comincia succhiando il latte da quando è bambino
Poi succhia ogni cosa.


E difatti alla fine il padrone è una specie di ladro
Solo che quando ruba il padrone non è mica reato
E anche quando che viene arrestato il suo alibi regge
Perchè lui è la Legge.

Così entro di nascosto come un ladro nella casa del ladro
E quel ladro mi dice che lui non è un ladro soltanto
Ma neanch'io sono un ladro gli dico e così mi avvicino.
Io sono un assassino.

E così sotto il cielo turchino c'è un padrone di meno.

Masaniello - Ode alla Cattedrale
April 05, 2008 05:12 AM PDT
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Pochesie
di
Carlo Peroni

ODE ALLA CATTEDRALE
La cattedrale accartocciata
spillava mastice e scandagli
con delizia deturpata dallo scopo
con mesti e turgidi pendagli
senza un prima e neanche un dopo.

www.perogatt.com

immagine tratta da
http://www.girodivite.it/IMG/jpg/cattedrale1.jpg

Karalice - Cosa Cerco
April 04, 2008 12:53 PM PDT
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Cosa Cerco
di
Karalice

Cosa cerchi mi chiese
Cerco l’amante
l’amante che non ho mai avuto
Cerco il sapore che non ho mai gustato
le carezze che ho sempre agognato
uno sguardo più volte sfuggito
cerco l’amico il confidente lo sposo
cerco il respiro di un uomo che
mi scaldi l’anima
cerco il desiderio la passione che avevo soffocato
cerco l’erotismo che mi ero negata
Cosa cerco
cerco L’orgasmo, l’amplesso di una vita
da vivere all’apice del piacere.
Ecco cosa cerco

C - La paura
April 02, 2008 10:07 PM PDT
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di Giorgio Gaber

New Entry! FABRIZIO
April 01, 2008 09:07 PM PDT
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SENZA SCARPE

immagine tratta da
http://farm1.static.flickr.com/127/413680180_e9b5e7dff2.jpg

Tony - Storia di Scilla
March 31, 2008 10:32 PM PDT
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Scilla era figlia di Niso, re di Megara. Questi restava invincibile fintanto che avesse conservato in testa un capello d'oro (o di porpora). Quando la Città fu assediata da Minosse, che voleva vendicare l'uccisione di Androgeo, Scilla s'innamorò di lui e, per farlo vincere, tagliò il capello del padre, dopo essersi fatta promettere da Minosse che l'avrebbe sposata, se ella avesse tradito la propria città per amor suo.
Minosse infatti sconfisse Niso ma poi, scoperto con quale crimine Scilla lo aveva aiutato, inorridito la legò alla prua della sua nave e la fece annegare. Gli dei si impietosirono e la trasformarono in airone.

http://www.sullacrestadellonda.it/mitologia/scilla.htm

ASA - Slow Hands
March 30, 2008 09:37 PM PDT
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Il piacere sulle mani
Lynne Kaufman

In ricordo dei giorni senza voce di Sophie. giorni in cui non hai neppure la voglia di parlare.
Un pensiero a chi non ha voce e non ha diritti.
Un pensiero alle donne.
Un sogno nel cassetto.

Immagine tratta dal sito
http://img478.imageshack.us/img478/5797/01edyta5qm1.jpg

Paolo - La morte
March 29, 2008 11:04 PM PDT
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La morte
Gibran

Giuda - Ode al Locandiere
March 29, 2008 08:14 AM PDT
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POCHESIE
di CARLO PERONI

ODE AL LOCANDIERE
Il locandiere pulsava sullo scoglio
una vecchia tormenta abbandonata
e il viso sbandierava alla fanghiglia.

New Entry: LULULELE
March 27, 2008 09:42 PM PDT
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Diario di un killer sentimentale

di Luis Sepùlveda

Un professionista è sempre un professionista, ma la giornata era iniziata male: faceva un caldo infernale a Madrid e la sua amichetta francese l’aveva piantato come un cretino per qualcuno incontrato a Veracruz.

La compagnia di una buona bottiglia di whisky e di una mulatta che si portava dietro tutta l’aria dei Carabi non gli aveva risollevato l’umore.

Quella ragazzina viziata dai fianchi sodi e dalla bocca rossa lo aveva proprio messo al tappeto.

In fondo, dietro i modi di duro, lui era un killer…..un killer sentimentale.

Non che fosse superstizioso, ma in una giornata del genere la cosa migliore sarebbe stata non accettare incarichi, anche se la ricompensa aveva sei zeri sulla destra ed era esentasse.

Il tipo che doveva eliminare era uno……uno con l’aria dell’idealista, ma anche di chi non soffre la solitudine sotto le lenzuola, non gli piaceva affatto, puzzava…… puzzava di troppo di filantropia.

I retroscena dell’incarico, però, lo incuriosivano stranamente.

Chi voleva la morte di quel Messicano?

Quali peccati aveva commesso?

Come mai due gringo, agenti della D.E.A., sorvegliavano la sua camera?

Perché un filantropo appariva coinvolto in traffici di droga?

Era sempre rischioso farsi troppe domande in un mestiere come il suo dove non esistevano licenziamenti ma certificati di morte.

immagine tratta da
http://www.marcaccini.net/public/diario.jpg

C - In Limine
March 26, 2008 08:57 PM PDT
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Eugenio Montale
Ossi di Seppia

Godi se il vento ch'entra nel pomario
vi rimena l'ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie,
orto non era, ma reliquiario.

Il frullo che tu senti non è un volo,
ma il commuoversi dell'eterno grembo;
vedi che si trasforma questo lembo
di terra solitario in un crogiuolo.

Un rovello è di qua dall'erto muro.
Se procedi t'imbatti
tu forse nel fantasma che ti salva:
si compongono qui le storie, gli atti
scancellati pel giuoco del futuro.

Cerca una maglia rotta nella rete
che ci stringe, tu balza fuori, fuggi!
Va, per te l'ho pregato,- ora la sete
mi sarà lieve, meno acre la ruggine…

immagine tratta da
http://tn3-1.deviantart.com/fs11/300W/i/2006/188/d/8/Shelter_by_Violator3.jpg

100 voci per il WEB - Giuda: premio del pubblico
March 26, 2008 12:01 PM PDT
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Tarak - Ode al Fumetto
March 25, 2008 09:40 PM PDT
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POCHESIE di
CARLO PERONE

ODE AL FUMETTO
Questa é un' ode
fatta di getto:
un'ode al fumetto.
A volte é largo
a volte stretto.
A volte é strano
un po' scorretto
con il disegno
un po' imperfetto;
ma se lo leggo
stando sul letto
mi fa dormire
come un ghiretto.
Ma non so mai
dove lo metto;
forse é finito
in gabinetto.

Tony - Piramo e Tisbe
March 24, 2008 10:06 PM PDT
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Piramo e Tisbe erano due innamorati; appartenevano a due famiglie che si odiavano a morte:
Si diedero appuntamento nel bosco di Nini, vicino ad una fonte ed un albero di gelso dai frutti bianchi; Tisbe giunse per prima ma incontrò una leonessa con la bocca insanguinata si impaurì e fuggì via perdendo il velo che racchiudeva i suoi capelli. La leonessa aveva già mangiato e non corse dietro a Tisbe ma si mise a giocare con il velo insanguinandolo con le sue lorde fauci.
Quando giunse Piramo vide il velo insanguinato; disperato per la presunta morte dell’amata sfilò il pugnale dalla cintura e si diede la morte.
Quando Tisbe decise di far ritorno ai piedi del Gelso nel vedere il suo amato morto decise di lei stessa di darsi la morte.
Il sangue arrivò ai piedi del gelso che impotente davanti a tanto dolore subì una vera metamorfosi e i suoi frutti bianchi mutarono colore divenendo neri.

Antonella - Racconti....
March 24, 2008 01:41 AM PDT
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Paolo - Ode al travaglio
March 24, 2008 12:36 AM PDT
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POCHESIE
di CARLO PERONI

ODE AL TRAVAGLIO
Non so bene dove sia finito
il travaglio
nefasto ed impudente
con folti turpiloqui
e nude spranghe.

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Buona Pasqua
March 23, 2008 01:05 PM PDT
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ASA - Ode alla Compartecipazione
March 22, 2008 08:01 AM PDT
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Pochesie
di Carlo Peroni
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ODE ALLA COMPARTECIPAZIONE
La compartecipazione
denota pulviscolo veloce
ma non argina l'idioma
di una truce azione
o danno con la voce
a cosa o casa di persona.

Immagine tratta da

C - Corno Inglese
March 21, 2008 09:58 PM PDT
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Tratto da
Ossi di Seppia

Masaniello - I tre cedri 2/3
March 20, 2008 10:21 PM PDT

A un certo punto si trovò in un bellissimo boschetto, dove gli alberi erano così fitti che tenevano sempre all'ombra i prati e trovò una fonte dalle acque così fresche che invitavano a bere: si fermò, prese in mano il coltello e cominciò a tagliare il primo cedro.
In un batter d'occhio apparve una fanciulla bellissima, bianca come la ricotta e rossa come il sangue, che disse:
"Dammi da bere!".
Francesco rimase a bocca aperta, incantato dalla bellezza della fata, non fu tanto svelto a darle l'acqua, e quasi nello stesso istante in cui era apparsa la fanciulla scomparve. Il principe si sentì come se lo avessero bastonato: come sa chi, dopo aver tanto desiderato e cercato una cosa, la perde proprio quando la sfiora con le dita.
Tagliando il secondo cedro gli successe la stessa cosa, e sentì lo stesso colpo. Mentre dai suoi occhi sgorgavano tante lacrime che anche lui pareva una fontana, diceva: "Accidenti a me, sono proprio un disgraziato! due volte me la sono fatta scappare, due volte, come se fossi senza mani! dovrei correre come una lepre, e invece sono più lento di una lumaca! se non mi sveglio perdo tutto, dopo l'uno e dopo il due c'è solo il tre, e se con questo coltello non avrò la mia fanciulla, mi pianterò la lama nel cuore".
Tagliò il terzo cedro e uscì la terza fata, dicendo come le altre due: "Dammi da bere!", ma questa volta Francesco nello stesso istante le diede l'acqua.
Finalmente gli rimase accanto una fanciulla dalla pelle morbidissima e bianca come la ricotta, con le guance rosse come il sangue, di una bellezza mai vista al mondo, con i capelli d'oro fino, così affascinante che incantava chiunque la guardasse. Il principe non capiva com'era potuto succedere, e guardava al colmo della meraviglia quell'incanto venuto dal taglio del cedro, non sapendo se sognava o era desto, domandandosi come avesse fatto a uscire dal frutto asprigno una cosa più dolce del miele, come fosse venuta fuori da un frutto tanto piccolo una fanciulla così grande e ben formata.
Alla fine, realizzando che non era solo un sogno, perché la fanciulla del suo desiderio era viva e vera accanto a lui, la abbracciò a lungo e la coprì di baci. Dopo mille tenerezze, il principe le disse:
"Non voglio, anima mia, portarti dal re mio padre senza le vesti preziose che sono adatte alla tua bellezza e senza il corteo degno di una regina. Perciò, sali su questo albero di cedro dove i rami sembrano un nido pronto per te, e aspetta comodamente il mio ritorno. Io correrò al palazzo di mio padre come se avessi le ali ai piedi, e sarò presto di ritorno per condurti al palazzo reale, vestita, ornata e scortata come si conviene". Poi la salutò e partì.
Proprio allora venne alla fonte una schiava brutta e nera con una brocca: mentre la riempiva, guardando nell'acqua, vide riflesso il bellissimo viso della fata, e credendo che quell'immagine fosse la sua si rimirò e disse:
"Cosa vedono i miei occhi! Sono così bella e devo affaticarmi a riempire la brocca? ma neanche per sogno!". Presa dalla collera scaraventò sui sassi la brocca che andò in frantumi, e andò a casa.
Alla sua padrona disse: "La brocca si è rotta sui sassi!".
Il giorno dopo la schiava nera fu mandata ad attingere acqua con un barilotto, e appena si chinò sull'acqua rivide il bel viso.
Sospirò e disse: "Una fanciulla bella come sono io non deve certo stancarsi a portare un barilotto d'acqua!", poi sfasciò il recipiente e tornò a casa brontolando.
Quando disse: "Un asino per via mi ha rotto il barilotto", la padrona andò in collera, prese una scopa e la riempì di botte. Il giorno dopo le diede un otre e la rimandò alla fonte, dicendole che se questa volta non fosse tornata con l'acqua l'avrebbe sistemata.
Ma, arrivata alla fonte, la schiava rivide la bellissima immagine riflessa nell'acqua, e gridò: "La mia bellezza non ha rivali! Dovrei sposare un principe, non stare qui a faticare per una padrona che mi maltratta: ora ci penso io".
Si levò uno spillone dai capelli e tutta inviperita cominciò a bucare l'otre di qua e là, tanto che l'acqua zampillava da tutte le parti.
Sul cedro la fata si era divertita vedendo cosa succedeva, e a quel punto non riuscì a trattenere una risata. La schiava allora guardò in su, vide la fanciulla tra i rami, e finalmente capì di chi era il bel viso che si specchiava nella fontana.
Disse tra sé e sé: "Per colpa di quella ho rotto una brocca, una barilotto, un otre, ho preso le bastonate, e ora mi prende anche in giro", poi le chiese: "Che ci fai lassù bella fanciulla?".
La fata, che era gentile quanto bella, le raccontò tutta la sua storia, e le spiegò che da un momento all'altro sarebbe tornato il principe per condurla a palazzo con vesti sontuose e un corteo regale.
La serva pensò che poteva fare la sua fortuna, e le disse: "Mentre aspetti il tuo sposo, fammi salire sull'albero con te, ti pettino ben bene e ti faccio diventare ancora più bella!".
Dopo averle detto: "Che tu sia la benvenuta, amica mia!", la fata porse la sua manina bianca e morbida alla schiava, che la agguantò con la mano secca e nera e si tirò su.
Ma mentre le accarezzava i capelli, le piantò lo spillone nel capo, e la fata, sentendosi trafiggere, gridò:
"Colomba, colomba!", e trasformatasi in una colombina bianca prese il volo.
Allora la schiava nera si levò i suoi brutti vestiti, li scaraventò lontano, e si accoccolò fra i rami ad aspettare.

VINCITORI CONCORSO 100 VOCI PER IL WEB
March 19, 2008 09:52 PM PDT

Monica Abbatangelo
Premio della Critica

Tratto da un monologo di GABER
IO MI CHIAMO G

- Io mi chiamo G.
- Io mi chiamo G.
- No, non hai capito, sono io che mi
chiamo G.
- No, sei tu che non hai capito, mi
chiamo G anch’io.

- Ah, Il mio papà è molto importante.
- Il mio papà... no.

- Il mio papà è forte, sano e intelligente.
- Il mio papà è debole, malaticcio... e
un po’ scemo.


- La mia mamma è molto bella assomiglia a Brigitte Bardot.
- La mia mamma è brutta... bruttissima. La mia mamma assomiglia a… la mia mamma non assomiglia!

- Il mio papà ha tre lauree e parla perfettamente cinque lingue.
- Il mio papà ha fatto la terza elementare e parla in dialetto. Ma poco, perché tartaglia.

- Io sono figlio unico e vivo in una grande casa con diciotto locali spaziosi.
- Io vivo in una casa piccola, praticamente un locale. Però c’ho diciotto fratelli!

- Il mio papà è molto ricco guadagna 31 miliardi al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese, fa un miliardo al giorno.
- Il mio papà è povero: guadagna 10.000 al mese che diviso 31 che sono i giorni che ci sono in un mese fa... circa... 10.000 al giorno!!! …al primo giorno. Poi dopo basta.

- Noi siamo ricchi ma democratici. Quando giochiamo a tombola segniamo i numeri con i fagioli.
- Noi, invece, segniamo i fagioli con i numeri. Per non perderli.

- Il mio papà è così ricco che ogni anno cambia la macchina, la villa e il motoscafo.
- Il mio papà è così povero che non cambia nemmeno idea.

- Il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: Guarda! Tutto quello che vedi un giorno sarà tuo.
- Anche il mio papà un giorno mi ha portato sulla collina e mi ha detto: guarda!
Basta.

C - Ode al puntello
March 19, 2008 12:59 PM PDT
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POCHESIE
di CARLO PERONI

ODE AL PUNTELLO
Nell'albeggiare ombroso
sovente odi il puntello
che sfiacca e spinge l'unto
nello stanco ruscello.

immagine tratta da
http://www.fiumemincio.it/images/nuovefoto/albainverno02.jpg

Tony - La fame di Erisittone
March 19, 2008 10:30 AM PDT

Erisittone incallito disprezzatore degli Dei volle abbattere un bosco sacro a Demetra, la Grande Madre della Natura. Alle invettive di Erisittone la Dea si palesò,e, dato che gli alberi dovevano servire come legname per arredare una sala da banchetto, Erisittone era infatti un autentico gaudente, per punizione lo condannò ad aver sempre fame. Ma una fame così orribile, così sfrenata che per cercare di saziare gli stimoli inestinguibili che lo attanagliavano senza tregua prima vendette tutti i suoi averi e poi finì per divorare se stesso
La morale della storia è palese e, si potrebbe aggiungere anche molto attuale: distruggendo i boschi insensatamente l’uomo distrugge se stesso.

Karalice - Ode all'Urto
March 17, 2008 09:50 PM PDT
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Pochesia
di CARLO PERONI

ODE ALL'URTO
Chi non ha mai sbocciato
nel rivo mansueto
non puó sanare l'urto.

Tony - Intervista a CARLO PERONI su Radio SI
March 16, 2008 09:55 PM PDT
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PEROGATTgrafia IN PILLOLE

Carlo Peroni (detto anche Perogatt) è nato a Senigallia (AN) il 29 novembre 1929. Non ancora ventenne, restaura quadri e collabora alla realizzazione di affreschi, realizza soggetti, musiche e scenografie per il teatro (a volte anche interpretazioni), illustra il volume "Le avventure di Pulcinella" (1947). Nel 1948 inizia la sua carriera fumettistica, collaborando con "Il Giornalino", nel 1950 con "L'Aspirante", nel 1951 con "Capitan Walter"," Jolly" e "Il Vittorioso". Negli anni cinquanta lavora nel cinema d’animazione (cortometraggi per una TV statunitense), a Cinecittà (effetti speciali, modellini, scenografie e titoli di testa per kolossal mitologici) e con la RAI (programmi TV e testate ERI). Negli anni sessanta lavora con agenzie e case di produzione per "Carosello", "Topolino" e "Pecos Bill", il mediometraggio "Arrivano i Putipoti" (1967) e "Putiferio va alla guerra" (1968), crea "Nerofumo" per Il "Piccolo Missionario". Con Alfredo Castelli fonda nel 1968 "Tilt", la prima rivista "demenziale" in Italia, nel 1969 "Zio Boris", la seconda striscia italiana (dopo le Sturmtruppen ed escluso Gatto Filippo, già su Paese Sera nel ’50). Negli anni settanta collabora con "Horror", "Cucciolo", "Tiramolla", "Corriere dei Piccoli", "Guerin Sportivo", cura il mensile "Psyco", pubblica i volumi "Mondo lumaca" (1971) e "30 anni di fumetti" (1978), illustra "Parlacosando" (1977) di Catalano. Con Laura De Luca crea "Spugna" (45 episodi, 1976-85). Negli anni ottanta pubblica in Germania "Sonny" sull'albo mensile omonimo e sul quotidiano tedesco "Bild", edita la rivista "6-96" in fascicoli per tutte le età (in edizione italiana e inglese), realizza per la Plasmon la campagna "Asterix" (fumetti, giochi, poster, trasferibili) e per la Parmalat quella con "Paciocco" (magliette, figurine, pupazzi, film a tecnica mista). Negli anni novanta crea l’"Ispettore Perogatt" per "Il Giornalino" (dal 1991) e "I fumetti di Fiorello" (dal 1993), entrambi ospitati anche nei rispettivi siti Internet, realizza i fumetti per "Hanna-Barbera" (dal 1992, gli "Antenati" (successivamente chiamati "The Flintstones"), "Bazar", "Dastardly & Muttley" - una quarantina di episodi) e sigle animate per le trasmissioni TV "Zitti e Mosca", "Slurpiamo!", "La città dei consumi", ecc.
Per informazioni e contatti diretti, l’autore è raggiungibile all’indirizzo Peromail@perogatt.com.

Tony - Odi al Sopruso
March 16, 2008 01:36 PM PDT
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Pochesie
di CARLO PERONI

ODE AL SOPRUSO
Il sopruso
fa imbarcare
le preziose stoppe
intonacate
nel circondario
fulvo e mastro.

2. IL GIOCO DEGLI DEI di Giuseppe Cristofani
March 15, 2008 10:59 PM PDT
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Contemplai ancora le luci tremule sotto di me, piano piano le automobili ricominciavano a formicolare nelle strade, disegnando scie di luce sciabordando coi fari gli angoli degli isolati.
Lentamente, come lucciole ridestatisi nel crepuscolo estivo, le finestre dei palazzoni, iniziarono ad occhieggiare una dopo l’altra, rivelandosi propiziatorie di una nuova giornata canicolare.

Ognuno si stava accingendo a riprendere la ruotine della vita, con la stessa pervicace meticolosità di ogni giorno.

Ad un attento esame si poteva, dalla sequenza dell’accendersi e spegnersi dei quadratini, conoscendo la tipologia degli alloggi, ripercorrere il monotono e ritmato percorso degli abitanti di questa città che era così reale eppure così evanescente, se vista con gli occhi diversi di chi è abituato ad osservare e non solo a guardare.

Potevo quindi immaginare gli itinerari tra le pareti domestiche ( camera – corridoio – bagno –corridoio - cucina - ancora camera …) e quasi indovinare i discorsi biascicati e sussurrati del risveglio. Addirittura in alcuni giorni piovosi avrei giurato di riconoscere il profumo del caffè sprigionato da migliaia di macchinette… ma forse era solo il bar all’angolo, sempre aperto e magari spolverato ad arte di miscela tostata, per risvegliare le voglie di frettolosi passanti antelucani. Insomma potevo rubare istantanee di vita intima e quotidiana: la camera da letto che passava dal buio silenzioso, al buio rumoroso squarciato dal cicalino della radio-sveglia, o magari per i musicofili più agguerriti dal D.J. della radio programmata la sera precedente.
Quindi migliaia di braccia tentennanti protese alla ricerca di malefici pulsanti di stop vaganti, mal guidate da menti obnubilate, attimi spesi a riappropriarsi di spezzoni di sonno, rubando già qualcosa alla veglia, un rigirarsi di bradipi (e bradipesse ?) riaccoccolatisi in posizioni improbabili o magari abbracciati, profondendo amore, a guanciali oramai così informi che avrebbero potuto ispirare qualche nostalgico artista Pop della penultima generazione…

E poi volti indescrivibili, con capigliature dotate di vita propria, già svegli e ritti prima dei legittimi proprietari, e gentili consorti mugugnanti sul chi deve preparare cosa e del diritto dovere di farlo…

La luce! Tenue, soffusa, emanata da appliques o àbat-jour, così eleganti e romantiche di sera, sentinelle imbarazzate di notti d’amore, quanto traditrici e perfide al mattino coi loro bagliori accecanti e perentori.
Le luci si trasferiscono in bagno, oramai private del loro potere malvagio di ferire gli iridi, sono investite del compito, non meno malvagio di riflettere l’Immagine dallo Specchio.
Sciamo di specchi riflettono, complici impietosi faretti, volti spesso irriconoscibili ai loro stessi proprietari. Livide facce struccate incorniciate di capelli color vago, di forme indefinite, barbe ispide che implorano la censura del rasoio, velli che anelano la compassione del pettine ed epidermidi che agognano, (spesso tracciate e sfigurate dalle pieghe di guanciali e lenzuola), la doccia riparatrice.
Dopo tali fatiche è d’obbligo un po’ di riposo seduti sul water, che nella frenetica corsa della società contemporanea è stato promosso a scranno pensatoio, o beauty-farm dove iniziare la metamorfosi quotidiana dell’immagine affinché si venga accettati fuori dalle pareti domestiche.
La luce si spegne in bagno e si riaccende in cucina, talvolta irradiando le fatiche culinarie della sera precedente, ma permettendo di padroneggiare i gesti oramai resi più armonici e definiti, in vista della preparazione del caffè.
Peccato che un alone di tremito manuale persista fino al momento di porre la polvere nera nel filtro della moka, per farne immancabilmente cadere quel minimo quantitativo, che in parte si deposita nel poco spazio pulito ricavato nel disordine della sera precedente, in parte si appiccica sulla lacrima di umido discesa sul lato esterno della moka stessa al momento di inserire il filtro, che ha fatto traboccare acqua quanto basta.

Asa - Masaniello: In Carne, Spirito e Fuoco
March 14, 2008 08:54 PM PDT
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Tratto dal blog di TUATHADE
VOCI DAL SOTTOSUOLO

http://blog.libero.it/tuathade

Mithrius - Ode alla Metafora
March 13, 2008 10:45 PM PDT
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POCHESIA
di Carlo Peroni

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ODE ALLA METAFORA
Una vecchia metafora
batteva il cruccio senza rovi
curando di non essere tardiva.

Antonella - L'odore della vita
March 12, 2008 11:14 PM PDT
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Scritto da Tristan Bantam

Tratto dal blog
www.bantam.splinder.com

immagine tratta da
http://farm1.static.flickr.com/182/406010639_2c0f90ec83.jpg

Sara4 - Ode alla Sventura
March 12, 2008 01:23 PM PDT
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POCHESIA
di CARLO PERONI

www.perogatt.com

ODE ALLA SVENTURA
Amo la sconfinata sventura
sempre spavalda e spettinata
con il suo ampio roccioso
rivaleggiare e fruire invano.

Immagine tratta dal sito
http://www.rabbitrevolver.com/images/5.jpg

I Flintstones
March 12, 2008 12:44 AM PDT
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Tavola di Carlo Peroni
Voci di Accademia dei Sensi

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IronJhon - Ode al Faggio
March 11, 2008 09:34 PM PDT
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Pochesia di
CARLO PERONI
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ODE AL FAGGIO
Un vecchio faggio sito su in collina
diceva spesso con lo sguardo muto
odi e giullari senza una balzella.

1. IL GIOCO DEGLI DEI di Giuseppe Cristofani
March 11, 2008 03:29 AM PDT
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Legge Masaniello
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Prologo
Il rumore del treno merci delle 3.30 riuscì a svegliarmi nonostante il torpore vischioso nel quale ero piombato da circa dodici ore.
Mi trascinai a sedere solamente per ricadere appoggiato alla testata del letto e per dare il “la” ad un mambo martellante nelle tempie. Attesi qualche istante che servì a snebbiare la mente e per ristabilire l’equilibrio tra pressione e il respiro e poi barcollai fino al frigo.
La luce di quella piccola lampadina che qualcuno ha il dubbio rimanga sempre accesa anche a sportello chiuso, rimbalzò, entrando negli occhi, tra le pareti del cervello, fino a perdere tutta l’energia potenziale, causando ad ogni velocissimo rimbalzo piccole ma dolorosissime fitte. Finalmente mi abituai alla luce.
A tentoni presi qualcosa da bere, chiusi il portello e uscii in terrazzo. Mi appoggiai al parapetto e fissai a lungo le luci della città, inalando l’aria fresca e frizzante del mattino ( o della notte secondo le abitudini…), cercando di snebbiare anche l’ultimo meandro di corteccia cerebrale.
Rientrai per cercare una sigaretta e rinvenni nella tasca dei pantaloni un pacchetto morbido che conteneva tre malridotti, stropicciati, provatissimi cilindretti bianchi. Tentai di restaurarne uno picchiettandolo sulla copertura di travertino del parapetto, quando mi parve sufficientemente adatto lo accesi.
Il chiarore della fiamma dell’accendisigari tra le mani, illuminò la pelle rendendo quasi traslucida quella più sottile tra le dita, la caricò di un rosso purpureo e in trasparenza mi convinsi di avere ancora sangue nelle vene. Aspirai una lunga boccata e provai con la calma e la lucidità ritrovata a fare il bilancio della giornata appena trascorsa.

Nonostante tutto non riuscivo a crederci, nonostante dodici ore filate di sonno non riuscivo ad abituarmi all’idea che quanto fosse accaduto era dannatamente reale, ossessivamente vero.
E quanto stava per accadere era terribilmente prossimo, imminente.

E solamente io potevo fare qualcosa, perché sapevo solo io l’orrore delle rivelazioni. O meglio, qualcun altro conosceva i frammenti di questo assurdo puzzle, ma io solo ero giunto alla sconcertante conclusione, avevo sistemato tutti i tasselli del mosaico, e via via che prendeva forma l’icona finale, con ribrezzo si delineava la verità.

La verità sconcertante, infida, vigliaccamente compiuta, inevitabile, incontrollabile, irreversibile: la Verità.